Teatro: Questo viaggio chiamavamo amore

Locandine percorsiUltimo evento della rassegna “Percorsi Culturali” dedicato al teatro e si svolgerà venerdì 8 GIUGNO 2018 nell’Aula magna della Scuola media “Enrico Fermi” in Piazza Alfredo di Dio a Fagnano Olona.

Lo spettacolo “Questo viaggio chiamavamo amore” vedrà protagonisti sul palco Nicola Tosi ed Eugenia Marcolli impersonare Sibilla Aleramo e Dino Campana.

La regia è di Nicola Tosi e Rossana Fumagalli, con commento musicale di Silvio Pezza e voce narrante di Massimiliano Silvestri. Lo spettacolo è nato da un’idea del varesino Renzo Carnio e dell’Associazione Culturale Estro-Versi.

La serata proseguirà con una lettura dai “Canti Orfici”, una raccolta di componimenti letterari in prosimetro scritta da Dino Campana all’inizio del Novecento.

L’intera rassegna è promossa dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Pro Loco Fagnano Olona, il Circolo Culturale l’Alba, le A.C.L.I, l’associazione “Salvatore Orrù per la scuola”, l’associazione Sarda La Fenice e vanta il patrocinio dell’Istituto Comprensivo di Fagnano Olona.

Gli organizzatori si sono detti soddisfatti dello svolgimento e del riscontro favorevole da parte del pubblico in ciascuna delle serata organizzate. Inaugurata con il concerto del Rhapsodija Trio e la lezione sul poeta argentino Jorge Luis Borges a cura dell’attore Diego De Nadai, la rassegna culturale è proseguita tra musica e poesia grazie al connubio tra i poeti del Circolo Culturale “l’Alba” che si sono alternati nella lettura all’esibizione del quartetto di Francesca De Mori per la presentazione del suo album “Altre Strade”. Fino al terzo evento che ha coinvolto tutti i soci del Circolo Culturale “l’Alba” nel loro reading poetico, unitamente all’esposizione delle opere del pittore locale Guglielmo Flumini.

Siamo molto contenti – spiegano i referenti delle Associazioni organizzatrici – che l’idea di realizzare un progetto comune sia diventata realtà, e di offrire agli spettatori che parteciperanno una serie di eventi dedicati alla cultura e alla scoperta della letteratura e della poesia d’autore.


Scopriamo la storia tra Dino Campana e Sibilla Aleramo.

La storia d’amore tra Dino Campana e Sibilla Aleramo è una delle più celebri love story italiane. Si incontrarono per la prima volta nel 1916 a Marradi.
Il primo era un poeta matto, nato e vissuto proprio a Marradi, il 20 agosto 1885. Sin da giovane dà i primi accenni di follia ma nonostante ciò, riesce a finire la scuola e ad iscriversi all’università. Lui ha già subito ricoveri per crisi ossessive e i suoi “Canti Orfici” hanno ricevuto tiepide e buone critiche. Le sue condizioni di salute non sono buone e capisce che con la poesia non si campa troppo bene.
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio, scrittrice e poetessa italiana, autrice del romanzo Una Donna (1906), in cui il suo impegno femminista assume tutta la magnificenza e il potere rivoluzionario che poteva essere concesso a stento ad una donna ingabbiata in clichè, che si serviva della scrittura in nome dell’affermazione di una vita libera, contro la costrizione dell’esistenza, che un’ipocrita ideologia di sottomissione intendeva imporre alle donne. Donna di grande intelletto, corteggiata da eminenti personaggi della cultura del primo Novecento, tra cui personalità come Salvatore Quasimodo, Clemente Rebora, Umberto Boccioni.
La vicenda amorosa nasce subito da una grande empatia letteraria, da un grande sentimento di compassione di Sibilla per Dino, e da una grande stima reciproca. Il fuoco dell’amore s’insinua nella scrittura dei due poeti,e diviene compulsiva e ritmata dai numerosi litigi (Campana era fortemente geloso) e dai continui abbandoni di Dino, spesso disturbato da improvvisi attacchi nevrastenici, che lo portavano a fughe improvvise, lasciando nella disperazione e nella solitudine una Sibilla distrutta dall’amore accecante. Ma Campana era anche un amante dolce, e spesso le corrispondenze con l’Aleramo, diventavano vere e proprie dichiarazioni di un amore smisurato, purtroppo contaminato da una forma di affezione patologica nei confronti della scrittrice, e di cui lo stesso Campana era lucidamente cosciente.
A causa delle condizioni della malattia di Dino che peggiorano, egli è costretto ad essere rinchiuso in un ospedale. Tra i due inizia un rapporto epistolare fatto di contraddizioni; Sibilla lo cerca e rifugge, Dino la insegue ma non la trova.. finché ad un certo punto Sibilla non smise davvero di cercarlo ma, ormai, Campana non era più in grado né di vivere né di scrivere. Lui morì nel 1932, nell’ospedale psichiatrico dove fu internato, mentre Sibilla continuò a scrivere e a dedicarsi ai suoi giovani amanti fino al giorno della sua morte nel 1960.