Gli antichi Mulini di Fagnano Olona

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fotografie: Paolo Bossi e Fausto Bossi

 Storia riassuntiva dei Mulini della Valle Olona.

È confermato che i primi Mulini fossero già in uso presso gli antichi romani che, come spiega "Vitruvio" nel suo "De architettura" affermavano già allora che i mulini erano azionati da ruote verticali su un asse orizzontale, e che probabilmente furono importati nella nostra terra dopo la conquista della Gallia Cisalpina.

I primi documenti attestati dei mulini sono del X e XI secolo e confermano la presenza in Valle Olona a Lonate Seppino, Gorla Maggiore e Gorla Minore. Più tardi i Visconti valorizzarono al massimo la tecnica molitaria dando anche dei regolamenti precisi e severi sull'uso dell'acqua del Fiume Olona. La maggiore espansione dei mulini è confermata dalla mappa censitoria realizzata dall'Ing. Vitreo Antonio Barca consulente provinciale del Fiume Olona nel 1608 che conferma la presenza di ben 137 mulini lungo il corso del fiume.

Oltre alla macinazione del grano e dei semi da olio, le ruote idrauliche chiamate comunemente "rodigini" furono utilizzate anche per il funzionamento dei "magli" e quindi per la fabbricazione delle armi.

Più tardi le acque del fiume facilitarono il sorgere di numerosi insediamenti del tipo preindustriale: concerie e sbianche per la lavatura della tela, cartiere e tessiture.

Nella seconda metà del 1800 le antiche ruote in legno furono sostituite da quelle in ferro, sistema "Poncelet", e poi da moderne turbine in grado di sfruttare meglio la corrente del fiume.

Con l'avvento dell'energia elettrica e delle moderne tecnologie industriali l'uso dei mulini viene a mancare e dopo la fine della Seconda guerra mondiale il loro utilizzo cessa del tutto.

Oggi rimangono a testimonianza pochissimi esemplari, come il Mulino Bossi e il Mulino Salmoiraghi già Mulino Bosetti, e meritano una visita soprattutto per i ragazzi della nuova generazione.

il Mulino Bosetti, quando ancora passava il Fiume Olona

la splendida grande ruota del Mulino Bosetti

I Mulini di Fagnano Olona

Cartina con l'ubicazione dei mulini sul territorio fagnanese

Legenda della cartina dei mulini

Il caso Olona

Il Fiume Olona è il caso più emblematico e per certi versi più completo dell’utilizzo da parte dell’uomo delle energie offerte dalla natura, sapientemente trasformate a seconda dei lavori da svolgere.

L’Olona ha attraversato tute le fasi dell’evoluzione storica, sia quella civile che sociale che economica ed industriale di questo territorio.

Legate alle sue vicende si rispecchiano quelle di altre realtà locali che in qualche modo, ma non con la medesima forza ed ampiezza, hanno analoghe caratteristiche, dal Tresa al Bardello all’Arno e al Ticino.

Quando si dice che l’Olona non sia sfuggito a nessuna delle esigenze che si sono alternate nei diversi periodi storici si fa riferimento ad un largo uso delle sue acque servite per gli scopi civili, domestici, per la pesca, agricoltura e allevamento, mulini, torchi, magli, segherie, lavatura macerazione sbiaca candeggi e tintorie dei tessuti, filatoi e tessiture, conce e pettinifici, cartiere, centrali idroelettriche.

Non è il caso di rammentare in questa sede le implicazioni pratiche dei primi punti che fanno riferimento alle necessità elementari delle popolazioni che si erano insediate lungo le rive dell’Olona, ma ne sono esplicita testimonianza i borghi che vi si affacciano, con la qualità urbana dei loro servizi.

Quanto alla pesca, l’agricoltura, all’allevamento del bestiame, si hanno molte notizie storiche che fanno riferimento a periodi in cui queste attività erano fiorenti e modellavano il paesaggio.

Si ricorda tra l’altro una speciale varietà di grano chiamato per l’appunto Olona, dalla spiga assai ricca e dalla farina robusta che era alla base dell’alimentazione locale.

Proprio a partire dall’esigenza di trasformazione del grano e di altri prodotti della terra o dell’allevamento l’Olona cominciò ben presto ad essere punteggiato dalla presenza di torchi e mulini, ma anche di tante segherie e dei magli che sfruttavano al forza delle sue acque per far girare i macchinari.

L’insieme di questi fattori, ovvero la presenza dei manufatti già orientati a utilizzare nel modo migliore l’energia espressa dalla caduta dell’acqua, fece si che un po’ alla volta gli stessi vennero utilizzati per i processi di proto industrializzazione e quindi per il pieno sviluppo dell’industria varesina con una serie stupefacente di prodotti e lavorazioni.

Dalla seta al cotone ad altri tessuti, dalla lavorazione del legno a quella dei metalli; alle pelli trattate; alla carta; dai pettini alla celluloide alla plastica; dalle industrie dolciarie alla birra; e così via per un lungo elenco.

Se vogliamo perciò comprendere quale fu l’elemento primario di velocità delle industrie che vanno da Varese a Castellanza si deve fare un riferimento preciso all’Olona e alla complessa rete dei suoi mulini, torchi e magli, a cui si fa riferimento in una serie di documenti molto antichi, i primissimi intorno al 1600.

Naturalmente negli anni successivi si registrò un intenso movimento dei proprietari e di una notevole intensificazione del numero dei rodigini che sfruttavano il corso dell’acqua, e la costruzione di questi nuovi mulini è stata la base della crescita industriale che ha espresso un grosso risultato di forza lavoro in valle.

È poi opportuno ricordare che nel diciannovesimo secolo il corso di questo fiume viene sottoposto a parecchi progetti di riforma, anzitutto per potenziarne la portata, ma anche per meglio governare l’uso delle acque.

Serviva evitare abusi e prevenire alluvioni, oltre che tenere in ordine il letto, le rive, le chiuse e tutti gli altri meccanismi creati a beneficio delle comunità attraversate dal fiume e delle industrie.

Già all’inizio del 1600 si contano, nella documentazione storica dell’epoca, fra Varese e Castellanza la bellezza di 77 mulini attivi lungo le rive del Fiume Olona.

Nella sola Fagnano nell’anno 1574 se ne contano già ben otto:

  • Palazzo Camillo - Mulino in Bergoro, rod. 4

  • Visconti Conte Galeazzo – Mulino in Bergoro

  • Visconti Ludovico – Mulino del “Melchiorre” in Fagnano, rod. 4

  • Visconti Ludovico – Mulino del Compà in Fagnano. Era un mulino doppio.

  • Mulino della Signora Philadora in Fagnano

  • Mulino del Conte Visconti Galeazzo in Fagnano, detto del “Castellazzo”

  • Terzaghi Nobile Camillo – Mulino in Fagnano Olona

  • Visconti Galeazzo – Mulino in Fagnano Olona, rod. 3

Lungo il percorso dell’Olona oggi, si possono contare 57 ponti su cui transitano 7 strade provinciali, 43 strade comunali e 2 strade ferrate.

Le comunità del territorio varesino furono le prime a comprendere che l’economia era lo strumento migliore, più potente e sicuro per governare i processi della natura e della vita e preferirono questo strumento a quelli allora più comuni come la guerra, la religione e la politica.

Da allora in poi è stato un cammino ininterrotto che ha prodotto solo un grande benessere e di conseguenza una grande stabilità sociale, alle città e al territorio circostante collocandoli in ogni fase della storia al vertice dell’intraprendenza e della ricchezza.

Ul mulin al se’ fermà

 

Oh bèl mulin, bèl mulin da a val

tuti i ölti che mi a passu via

ma vegn propri una gran nustalgia

e ul me pensier al turna tantu indré,

quando, tanti an fa, la röa la girava,

e quantu furmentu sa masnava.

 

Ades, se’ lì fermu a tut imbragà,

da sas e da quadrèi e da cementu arnà,

u acqua du Ulona, la passa nanca via

gh’é n fai cambià a so’ strà

e inscì da culpu, a to’ bèla röa la se’ fermà.

 

U acqua tantu bèla,

un acqua tantu ciara,

che la ta dava a forza da fà girà la röa,

ades la passa pu’ tra mezu ai to’ palöti

l’én tuta quetagiö a tochi, a tochi, a tochi!

 

Da föra dul mulin sa vedi pu’ nagöta.

A fila di careti con sù sacchi e sachiti

cun dentar tanti gran: da furmentu e furmantòn,

ormai, me cara genti,

a sa vedi pu’ da bòn!

 

E intantu i me’ ricordi

i ven sempar pùsé indré

quando, par a prima ölta ul me’ nonu

m’ha fai vidé, ‘sta bèla röa granda che la girava forti,

e dentar ‘sta gran masna, che la schisciava forti!

 

A masna la girava

e pian pian le’ la masnava

tanti quintai’ da segra e da furmentu

e tanti sacchi da farina

sa impienivan in un mumentu.

 

Ul murné l’era là, tut imbiancà

e al sa dava un gran dafà

par cuntentà un pu’ tüti...

L’era ul tempu, sa sà, da a miseria

però, in fondu,

una man sa la davan un pu’ tüti.

 

Costanzo Tognola

i meccanismi ancora visibili

il complesso che ospita al suo interno il Mulino Bosetti

la splendida ruota, ancor oggi ammirabile

particolare dell'attrezzatura utilizzata all'interno del mulino

Informazioni raccolte dalla Pro Loco di Fagnano Olona

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