la Cappella di San Martino

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Nel corso degli anni 2006 e 2007 la Pro Loco di Fagnano Olona si è impegnata nell'importante opera di restauro della Cappella di San Martino, per offrire ai fagnanesi questo gioiello com'era stato realizzato.

Questo oneroso restauro è stato possibile grazie al contributo del Comune di Fagnano Olona, ai finanziamenti statali ottenuti dalla Legge Finanziaria  del 2006 tramite Fausto Bossi, e dagli stanziamenti di Fondazioni e Provincia di Varese.

Confronta i  lavori di restauro eseguiti dagli esperti, con le immagini prima e dopo i restauri.
La cerimonia di inaugurazione dopo i restauri, si è svolta Domenica 21 ottobre 2007 alla presenza di numerose e illustri autorità

fotografie: Paolo Bossi e Fausto Bossi

REQUIEM PER SAN MARTINO

 

La più completa informazione sulle ultime vicende della Chiesa di San Martino ce la fornisce il Chronicus della Parrocchia di Fagnano.

“La Parrocchia di San Martino, come scrive il parroco don Rocco Fontana, era formata da poche famiglie che abitavano a settentrione del paese e nelle frazioni disperse.

Dal registro dei battesimi, che comincia il 17 agosto 1568 si rileva dall’esiguo numero delle nascite che la popolazione non arrivava alle 300 anime. Questa parrocchia della quali si ignora l’origine durò fino all’anno 1798”.

Ecco che cosa è narrato in un registro dei battesimi a pagina 48: “il giorno 6 giugno rientrò nella Chiesa di San Gaudenzio il parroco di San Martino dichiarato parroco di tutta la popolazione di Fagnano, fu soppressa la Parrocchia di San Gaudenzio e la Chiesa di San Martino per decreto del Ministro degli Affari Interni comunicato al parroco di San Martino dall’amministrazione centrale del Verbano datato 11 Pratile anno sesto repubblicano, confermato da Mons. Arcivescovo e così rimesso il parroco Pier Maria Macchi in San Gaudenzio ove trovatasi di già con vero possesso nel 1791 che poi nel 1792 fu traslocato violenter, entrò in San Martino a funzionare per fanatismo popolare e tenacità curiale, onde il seguente battesimo fu il primo che dicesi della parrocchia di Fagnano indistintamente…”.

Il primo battezzato della “parrocchia di Fagnano indistintamente” appartiene al gentil sesso. Ecco l’atto di battesimo: “1798 allì 8 giugno. Margarita Marianna figlia di Pietro Antonio Belvisi e di Marcella Colomba, legittimi consorti, abitanti sotto questa parrocchia, nata ieri alle ore 2 della notte, è stata battezzata oggi da me curato in questa Chiesa parrocchiale di San Gaudenzio di Fagnano Olona. Compare fu Giò Costa del fu Giacomo, di questa cura, e in fede Pier Maria Macchi curato”.

Chiudeva così i battenti quella che la tradizione ha sempre ritenuto la più antica chiesa parrocchiale di Fagnano. Qualche anno dopo veniva addirittura demolita.

Il perché è detto, sempre nel Chronicus dallo stesso parroco, che così prosegue: “Al decreto di soppressione non volendo rassegnarsi gli antichi parrocchiani venne di poi ordinata la demolizione della Chiesa di San Martino dal governo, onde costringerli a riconoscere il parroco di San Gaudenzio”.

In questa vicenda fu coinvolto anche l’Ingegner Francesco Bernardino Ferrari, che così annota nel manoscritto LXII della raccolta Ferrari custodita alla Biblioteca Ambrosiana: “Stima da me fatta coll’ing. Speroni della Chiesa di San Martino di Fagnano sotto il giorno 16 Marzo 1799”.

 

Segue poi una nota interessante in data 2 Luglio 1818: “Questa Chiesa era l’antica parrocchiale di Fagnano.

Per togliere le continue popolari questioni si dovette sopprimere una delle due parrocchie e ordinare anche la soppressione di questa Chiesa e acciò non ripulissero altre questione ho stimato io, come compossessore di Fagnano, di acquistare questa soppressa chiesa
prevalendomi del permesso e delle circostanze dei tempi, e ne feci fare la istanza dal signor Francesco Merlo che poi si dichiarò mia sottomessa persona.

Li malcontenti fecero ogni azione e buona e cattiva, perché sussistesse la chiesa, ma finalmente si arrivò a demolirla e io ne donai tutto il materiale alla Chiesa di San Gaudenzio e lo spazio lo lasciai per dilatare il cimitero, e così terminarono per sempre le questioni”.

Della chiesa distrutta non rimase che la parte di levante (figura sotto), andata poi anch'essa distrutta, la quale conservava la cornice di stucco che conteneva il quadro del Santo Patrono che serviva di pala dell’altare maggiore. Dopo la chiesa anche il cimitero viene abbandonato e distrutto.

(In figura: Reliquie dell'antica Chiesa di San Martino)


“Di fronte alla chiesa eravi il cimitero in cui si conserva una cappelletta con ossario. Essendo abbandonato il cimitero, nell’anno 1874, il Municipio aveva ordinato l’escavazione di fosse per impiantarvi i gelsi; ma la popolazione tumultuò, protestando contro questa profanazione, ne si sedò finché fu annullata e revocata l’inconsulta deliberazione”.

 

Dell’antico cimitero di San Martino si parla ancora in una lettera manoscritta autografa del Card. Schuster, indirizzata a don Scarpa in seguito alla visita pastorale del 30 Settembre 1933.

“Si permetterà pure che possa celebrare la S. Messa nella Cappella ove si aveva anticamente il cimitero purché venga dedicata al culto di San Martino ricordando speciali episodi della sua vita, e le ossa dei defunti siano raccolte alla debita distanza dall’altare. Vogliamo poi che ogni anno colla festa di San Gaudenzio, patrono della Chiesa parrocchiale, si celebri con certa solennità la festa di San Martino, siccome contitolare della Parrocchia”.

Questo è tutto quello che sappiamo sulla Chiesa e sul cimitero di San Martino.

  

(Tratto dal libro: Fagnano Olona di don Luigi Del Torchio)

la Cappella di San Martino e sullo sfondo il Torrione

La facciata esterna con l'affresco della "Madonna della Cintura"

particolare della "Madonna della Cintura"

gli affreschi sulla volta, raffiguranti la "Gloria di San Martino" ed il crocifisso dipinto sulla parete nord

Affresco raffigurante la crocifissione di Gesù Cristo

particolare del volto di Cristo

La “Madonna della Cintura”

 

La cappella della Madonna della Cintura è stata costruita nel 1819, al tempo del parroco Pier Maria Macchi, con autorizzazione del Cardinal Carlo Gaetano Gaisruck, Arcivescovo di Milano.

Lo storico E. Cattaneo racconta che il culto della Vergine della Cintura sia stato importato dalla Chiesa orientale a Milano nell’età Longobarda.

Questa devozione legata alla cintura sembra nata nel Santuario della Santa Cassa in Costantinopoli, dove la reliquia divenne celebre soprattutto perché alla sua presenza fu attribuita la liberazione della città nel 677, dopo 4 anni di assedio dell’Islam.

Tale devozione acquistò così un duplice intento, quello di protezione alle giovani spose e quello di difesa dai nemici.


Sulla cappella ossario di San Martino, oggi all’ingresso del campo sportivo, è dipinta una Madonna nell’atto di portare le anime del purgatorio in paradiso.

Fino ai primi decenni del 1900 vi fu tra i fagnanesi una vera e propria devozione per la Madonna della Cintura, ritenuta protettrice delle madri.

La tela della Madonna della Cintura, che oggi funge da pala dell’altare laterale al Santuario della Selva, proviene dall’antica Chiesa di San Martino e risale circa all’anno 1690


Una leggenda della tradizione popolare racconta che le mamme con i bambini tardivi nel camminare si recavano alla Cappella per chiedere una particolare grazia alla Madonna.

Pregando e con il proprio bambino per mano, facevano il giro esterno della Cappella, salendo anche la scaletta e arrivando ad affacciarsi alla finestrella di fronte all’altare.

Da quel momento pian piano, rincasando e nei giorni successivi, i bambini incominciavano a camminare e muoversi normalmente.

Una visione completa della "Gloria di San Martino"

particolare del volto di San Martino

La piastrella del pavimento, di fronte all’altare, con la scritta 2007 ricorda l’ubicazione dell’antico ossario, oltre che la data della nuova inaugurazione a seguito dei lavori.

Vi sono contenuti 5 teschi umani, insieme ad altri frammenti di ossa e pietre

 


 

In una pergamena collocata all’interno di un vano dell’altare sono riportati i nomi di tutte le persone che hanno collaborato, quale ringraziamento per aver contribuito a riportare la cappella all’antico splendore

 

Ringraziamenti per i lavori di restauro alla Cappella di San Martino

 

Ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile il restauro della Cappella di San Martino: dalla Presidente Armida Macchi Porta a tutti coloro che hanno erogato i finanziamenti, coordinato ed eseguito i lavori stessi, e tutte le persone che ci hanno sostenuto.

 

angeli che brandiscono la spada e l'armatura del Santo

angelo con tra le mani il cappello di San Martino

Preghiera a San Martino di Tours

(316 – 397)

 

O Dio nostro Padre,

 

Tu hai voluto che il tuo servo Martino

fosse operatore di concordia

e di unità.

 

Concedi anche a noi di collaborare

al tuo progetto di pace

perché gli uomini del nostro tempo,

riconciliati tra loro,

vivano nella fraternità e nella giustizia.

 

Gloria

Le scritte poste alle due estremità della cappella:

"Ciò che sarete voi noi siamo adesso"

 

e di rimpetto

"Perciò chi scorda noi scorda se stesso"

un folto gruppo di visitatori all'interno della cappella, mentre ascoltano il racconto sulla storia e le tradizioni legate a San Martino

Fausto Bossi della Pro Loco illustra le bellezze restaurate ai visitatori

Preghiera
O glorioso s. Martino, compatrono della nostra Fagnano, che interamente consacrato all'acquisto della perfezione evangelica, pur in mezzo alle occasioni di peccato dell’esercizio delle armi mettesti in pratica quegli atti di pietà e di penitenza che ti erano diventati  familiari nella solitudine in cui ti rifugiasti spontaneamente fin dall'età di dodici anni, quindi rifiutasti con generosità le distinzioni e gli onori di questo secolo per assicurarti i beni duraturi ed immancabili del paradiso, ottieni per noi tutti la grazia di conservarci sempre senza macchia fra le seduzioni del mondo corrotto e seduttore e di non attendere mai ad altro che ad assicurarci con le buone opere la nostra salvezza eterna. Gloria.
Preghiera
O glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità, che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e corporali. Gloria. 

decorazioni visibili sulle colonne interne della Cappella

Informazioni raccolte per la stesura del libro realizzato dalla Pro Loco di Fagnano Olona

in occasione l'inaugurazione della Cappella di San Martino dopo i restauri - 21 ottobre 2007.

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