Festa di Halloween - 31 ottobre
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PERCHE' HALLOWEEN SI FESTEGGIA IL 31 OTTOBRE?

La parola Halloween deriva dalla frase ALL HALLOWS EVE cioè la notte di ognissanti che si festeggia il 31 ottobre.

Tale data anticamente coincideva con la fine dell'estate.

I colori di Halloween si rifanno a questa ricorrenza: l'arancio richiama il colore del grano mietuto a fine estate ed il nero ricorda il buoi dell'inverno.  

ORIGINI DI HALLOWEEN

Già il nome,  All Hallow Even (“la sera di tutte le anime riverite”), riporta alle due feste dei morti e dei santi che ne condividono il calendario. Tutte sono la sopravvivenza, appena cristianizzata, dell’antichissima celebrazione celtica dell’inizio del nuovo anno (detta Samain o Samonios), quando le porte fra il mondo dei vivi e quello dei morti si spalancavano  per una notte.

La nostra più radicata cultura popolare è ancora oggi piena di tradizioni antiche come il mondo che hanno a che fare con il pane dei morti, con le cene apparecchiate per i morti, con le castagne lasciate sul davanzale o sul tavolo per i morti, eccetera.

Da sempre e in tutti i nostri paesi la prima notte di novembre continua a essere il momento del temporaneo ritorno dei morti fra i vivi. Samain è stato adottato e cristianizzato dalla Chiesa in Ognissanti e nella ricorrenza dei defunti.

Ma non basta. La tradizione della zucca scavata a forma di testa e illuminata dall’interno non è soltanto parte del folklore irlandese, poi pervenutoci facendo il giro dall’America.

I paesi padano-alpini sono pieni di tradizioni assolutamente analoghe in cui sono sempre presenti la zucca, gli intagli antropomorfi e la candela (che riportano con evidenza al culto celtico delle “teste tagliate” e al loro utilizzo per rafforzare il collegamento simbolico fra il mondo dei vivi e quello dei morti), e  l’usanza della questua di soldi o dolciumi (identica alla versione irlandese e americana). Quasi sempre le zucche intagliate in lingua locale sono dette lümere.

Se oggi questa usanza compare ridotta a scheletri e fantasmi, è solo perché noi non siamo stati capaci di tener vive le nostre tradizioni e accogliamo la versione caricaturale di un originale ben più nobile e bello che abbiamo relegato in soffitta e di cui ci siamo dimenticati.

Si insegni ai nostri ragazzi che le zucche si chiamano lümere e che i morti non solo non ci devono fare paura ma che sono parte di noi…e gli si lasci la tavola apparecchiata la sera di Samain."

Da sempre e in tutti i nostri paesi la prima notte di novembre continua a essere il momento di apertura della porta che collega il mondo dei vivi con quello dei morti.

E’ Samain, il capodanno celtico, che la Chiesa ha adottato e cristianizzato con Ognissanti e con la ricorrenza dei defunti.

 

Origini e simbolismi

L’anno celtico era suddiviso e cadenzato da quattro ricorrenze più importanti, dette “feste del fuoco”: Samain (1° novembre), Imbolc (1° febbraio), Beltane (1° maggio) e Lugnasad (1° agosto).

Samain (o Samhain, Samuin, o Samhuin) era la più importante, essa cadeva nel mese lunare segnato sul calendario di Coligny col nome di Samonios (“Il tempo della fine dell’estate”) e costituiva anche il Capodanno, col quale finiva la metà “chiara” dell’anno e cominciava quella “scura” ed era perciò simbolo di morte e di rinascita.

La datazione coincideva con il sorgere delle Pleiadi ma era anche legata con una certa evidenza al ciclo pastorale: secondo T.G.E. Powell il nome stesso di Samain significherebbe “riunione” e sarebbe legato al momento di riconduzione degli animali nei ripari invernali e alla macellazione per l’inverno. Era perciò un periodo nel quale si doveva fare grande consumo di carni che non potevano essere conservate.

Era in ogni caso la ricorrenza più importante dell’anno: era il giorno delle grandi adunanze popolari e delle assemblee delle comunità, era perciò in tutti i sensi il momento della “riunione” e della congiunzione fisica e simbolica.

Avveniva la “morte rituale” del re, era il giorno in cui terminavano i mandati elettivi e venivano eletti in nuovi capi, vi si tenevano riti propiziatori dei raccolti futuri con la simbolica uccisione dello “spirito del grano” dell’estate.

Era il giorno della scadenza e del rinnovo dei contratti e degli affitti, che si è conservato nel San Martino cristianizzato, il successivo 11 novembre, alla fine proprio del periodo dei festeggiamenti di Samain.

Vi si tenevano giochi, discussioni, tornei, cerimonie religiose, banchetti rituali per invocare l’abbondanza, e festini dove l’allegria e l’ebbrezza erano di rigore.

Si riteneva che nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre avvenisse anche l’amplesso rituale fra il dio padre Dagda e la dea madre Morrigan.

Era il momento della congiunzione fra i due anni (il vecchio e il nuovo) e fra i due mondi (il visibile e l’invisibile) senza però appartenere né all’uno né all’altro.

“Il capodanno celtico era un giorno al di fuori del tempo e dello spazio, tanto da permettere agli avi defunti, agli uomini viventi, ai discendenti che dovevano ancora nascere e alle creature non umane (dei, fare, demoni, elfi eccetera) di mostrarsi nel mondo e di incontrarsi.”  

In quel momento dell’anno si abbattono le barriere fra il mondo visibile e quello invisibile che entrano in comunicazione: gli abitanti dell’Altro Mondo possono fare irruzione sulla faccia della terra, ma gli umani possono entrare per un po’ nel dominio degli dei, degli eroi, e dei defunti.

I festeggiamenti di Samain  solitamente non duravano solo lo spazio di una giornata, ma come tutte le feste celtiche avevano inizio una settimana prima del giorno indicato, trovavano il culmine il 1° novembre e proseguivano per almeno una settimana dopo, di solito fino al giorno 11.

Per secoli la Chiesa cattolica ha cercato di eliminare queste feste pagane, ma alla fine ha dovuto rassegnarsi alla loro forza e al loro profondo radicamento nell’animo popolare. Le ha solo in qualche modo esorcizzate cristianizzandole: Imbolc è diventato la Candelora, Beltane il Calendimaggio,  e Lugnasad il nostro San Lorenzo.

Samain è diventata la festa di Ognissanti e dei Morti, due ricorrenze distinte che ne hanno inglobato ed esorcizzato le due valenze più importanti, il legame con gli “spiriti santi” e con i defunti.

Samain era una festa sostanzialmente allegra, come tutte le feste celtiche; Ognissanti è ancora una festa gioiosa e solo la vicinanza con il 2 novembre la fa diventare un po’ più mesta.

Il rapporto con la morte dei popoli celtici era sereno, quasi scanzonato: la paura della morte, dei morti e dei cimiteri è merce di importazione mediterranea. Fino a gran parte del Medioevo i cimiteri erano spazio “normale” della vita comunitaria: in molte ricorrenze ci si andava per “stare con i morti”, banchettare e fare festa con loro.

“Un detto caratteristico di Samain recita:

“Carne, birra, noci, salcicciotto, è quanto spetta a Samain, fuoco da campo gioioso sulla collina,

latte burrificato, pane e burro fresco.”

Descrivendo chiaramente come si svolgevano le celebrazioni di questo giorno.

Per i Celti la carne di maiale, la birra, il vino e l’idromele erano vettovaglie legate ai mondi spirituali e davano accesso all’eternità e spesso gli incontri in occasione di Samain si trasformavano in colossali ubriacature e pantagruelici banchetti.

Nel 1231, il concilio di Rouen proibisce di danzare nel cimitero o in chiesa, pena la scomunica. Un altro concilio, nel 1305, proibisce di danzare nei cimiteri, di giocarvi a qualunque gioco, vieta ai mimi, ai giocolieri, agli esibitori di maschere, ai musicanti, ai ciarlatani di esercitarvi il loro mestiere. Analoghi divieti continuano  essere emanati un po’ ovunque fino alla fine del XVII secolo.

Di quelle antiche consuetudini resta l’uso di portare fiori sulle tombe: “In quei giorni di freddo autunno i Celti portavano nei cimiteri fiori a profusione - forse secchi, forse coltivati in serre - per alludere all’aldilà come paradiso”.

La parte allegra dell’antica Samain si è mantenuta in Halloween, la festa che nei paesi irlandesi e anglosassoni precede Ognissanti. La sera del 31 ottobre allegre brigate soprattutto di bambini si mascherano e visitano chiassosamente le case del paese per chiedere dolci e regali, in mancanza dei quali faranno schiamazzi o scherzetti imbrattando di schiuma di sapone i vetri delle finestre.

Il segno di andare in giro mascherati da mostri, streghe e folletti, riprende l’antica pratica del travestimento rituale utilizzata dagli sciamani che, ponendosi al di fuori delle regole conformistiche della società e assumendo le sembianze di esseri soprannaturali, si mettevano in comunicazione con la realtà spirituale. La forza simbolica di questa tradizione è tale che neppure i Protestanti, nella loro furia iconoclasta e anti-pagana, si sono azzardati a tentare di cancellarla ma l’hanno inglobata nei loro riti. In talune parti dell’Europa settentrionale (Frazer cita il caso dell’isola di Man) il 1° novembre è stato considerato il primo giorno dell’anno anche fino agli inizi del XX secolo.

Il termine Halloween è, molto significativamente, la contrazione di All Hallowed Souls (“tutte le anime sante”) o di All Hallows’ Eve (“sera di tutti i santi”).

Il segno più popolare, noto e diffuso di questa notte di unione fra i mondi è una zucca svuotata, intagliata e contenente una candela accesa, che è detta “jack-o’-lantern” nei paesi anglosassoni e, come vedremo, lümera in Padania. In taluni casi assieme alle zucche vengono anche usati ravizzoni (in Scozia) e grosse rape (Canton Ticino).

Si tratta in ogni caso di figurazioni che imitano nella forma e nelle fattezze dei teschi: grandi orbite, apertura nasale e bocche aperte in cui sono evidenziati i denti. E’ una sorta di ridicolizzazione e di demistificazione della morte, un messaggio che suona del tutto normale in una festa che afferma l’intercomunicazione fra due mondi dei vivi e quelli dei morti.

La testa tagliata aveva - come è noto - una grande funzione rituale e simbolica presso i Celti che conservavano i capi recisi degli avversari più valorosi e delle persone più importanti ritenendo che la testa fosse la vera sede dell’anima e che, così facendo, si potesse trattenere presso di sé o appropriarsi delle caratteristiche migliori del morto. Le teste, scarnificate o conservate in vasi di olio, venivano tenute presso templi o abitazioni, quasi sempre in posizione dominante o agli ingressi degli edifici.

Usavano anche accatastare teschi perché si pensava che il morto appartenesse, per un certo tempo, a entrambi i regni: per quanto nessuno poteva dirlo.“

Il rispetto che gli veniva tributato consentiva al cranio “di profetare a beneficio dei rimasti in vita. Egli poteva inoltre, se riverito, irradiare su di loro certe energie paradisiache... L’ossario con i suoi teschi accatastati è più che una forma di sepoltura. La vicinanza dei teschi è tale, come dice Yeats, che la loro ombra dall’aldilà cade sui vivi.”

Il rispetto per le teste tagliate impediva (e impedisce) che esse potessero essere impiegate per azioni fortemente simboliche ma sostanzialmente dissacranti come quelle delle feste e delle burle di Samain. I teschi degli ossari venivano dipinti con colori rituali ed erano al centro delle cerimonie religiose ma solo dei loro surrogati potevano andare in giro ed essere impiegati in azioni giocose. L’utilizzo irriguardoso delle teste tagliate vere era uno dei geis (tabù) più terribili e rispettati delle comunità celtiche. Questo spiega il successo e la incredibile durata nel tempo dell’uso giocoso delle zucche intagliate a testa di morto.

 

Caratteri e preparazione delle lümere

Nella pur rapida ricerca effettuata sulle lümere impiegate nelle ampie zone Padano-Alpine sono emersi con grande chiarezza tutti i caratteri presenti nelle analoghe manifestazioni anglosassoni.

Risulta sicuramente primario il rapporto con la notte del 1° novembre e, molto spesso con i giorni che lo precedono e lo seguono.

L’antico legame con banchetti rituali, libagioni e pasti da consumare con i defunti è confermato dalla grande resistenza delle usanze di confezionare dolci speciali (detti localmente “pan dei morti”, “ossa dei morti”, eccetera) e di apparecchiare la tavola per i morti la sera del 1° novembre che si riscontrano un po’ ovunque. Sulla condivisa ritualità si sovrappongono diversi dettagli locali sempre però caratterizzati dall’impiego di cibi semplici e poveri: si tratta a volte di scodelle di latte e castagne, piatti di caldarroste e bicchieri di sidro, fino a semplici recipienti di rame riempiti d’acqua per placare la “sete dei morti”.

La preparazione delle lümere segue linee estremamente omogenee. Si tratta innanzitutto di una incombenza sempre affidata ai bambini e sotto la direzione degli anziani. La zucca viene svuotata, vengono incisi i buchi degli occhi, del naso e della bocca e vi viene introdotta una candela.

I diversi dettagli estetici sono solo in funzione dell’abilità dei giovanissimi esecutori: tutti gli intagli possono essere semplicemente triangolari o più artisticamente arrotondati. Nei casi più elaborati, la bocca viene arredata con l’inserimento di stecchini o di semi infilati in forma di denti.

Alcune testimonianze indicano che qualche volta venivano realizzate anche delle orecchie, fatte con semi di granoturco, penne di galline, pezzi di formaggio o scampoli di stoffa.

Le zucche sono spesso utilizzate per fare scherzi, per spaventare i bambini, le donne che si recano al lavatoio, le vecchiette che vanno al cimitero, lungo i sentieri e negli angoli più bui.

Altre volte sono tenute in mano e portate in processione da giovani e meno giovani, portate in giro dai ragazzi infilate su bastoni, condotte bussando casa per casa per spaventare la gente o tenute in mano e portate per strada da ragazzi coperti da teli bianchi a mo’ di mantello.

Oltre che per spaventare la gente e organizzare burle, le lümere  vengono anche collocate lungo le strade, vicino alle chiese e ai cimiteri per  “illuminare la strada alle anime”  e far loro ritrovare il cammino da un mondo all’altro.

Esse hanno anche funzione decorativa:  la sera del 31 ottobre vengono accese dai bambini di casa  e poste sui davanzali delle finestre, sui balconi, sulla porta di accesso, sui piloni dei cancelli, sui muretti attorno alla casa. 

In alcuni casi, la loro funzione estetica assume proporzioni notevoli:  zucche illuminate di medie dimensioni erano messe a Cosseria (SV) a tutte le finestre di casa e una molto più grande davanti alla porta principale; a Pisa  erano posizionate  “ad effetto” lungo tratti del muro d’Arno.

A Manerbio (BS) e nelle campagne del Canavese venivano appese ai rami degli alberi. Una particolare concentrazione di simboli si trova in alcune delle usanze friulane: i semi raccolti nell’operazione di svuotamento della zucca venivano conservati per la semina dell’anno successivo (passaggio da un “tempo” all’altro), le candele venivano lasciate accese tutta notte per sciogliere e rendere più dolce e gradevole la polpa rimasta all’interno che serviva da nutrimento per i morti, in ogni casa si preparava una zucca per ognuno dei morti che si volevano ricordare (a volte si lasciava infilata nella zucca una lettera a loro destinata) e la mattina si controllava dallo spostamento degli oggetti se le anime erano effettivamente passate e se avevano gradito l’accoglienza.

L’impiego sistematico delle lümere è continuato, secondo quasi tutte le testimonianze raccolte,  con grande vigore fino agli anni ’50 e ha da allora continuato ad affievolirsi. Ha ritrovato una certa fortuna in tempi più recenti grazie all’acquisizione di abitudini di importazione americana di cui si è però smarrito l’antico legame con la nostra tradizione.

Secondo gran parte delle testimonianze raccolte, le zucche scavate e illuminate venivano chiamate lümere in Lombardia, in Emilia e in Piemonte, lumere nel Veneto Occidentale, lumazze nel Polesine e in Romagna. E’ stata anche raccolta testimonianza di alcune limitate varianti locali che le indicano come  teste da mort a Biella, e mortesecche a Lucca. Si tratta, soprattutto in questi ultimi casi, di denominazioni che rafforzano il legame con l’originario simbolismo delle teste tagliate dei Celti.

IL DETTO "DOLCETTO O SCHERZETTO" ?

Anche questa usanza si fa risalire alla popolazione celtica. Alla fine dell'estate i contadini passavano per tutte le abitazioni del loro villaggio per chiedere un aiuto per affrontare il difficile periodo invernale dato che non avrebbero più potuto contare sul proprio lavoro. Gli abitanti che si rifiutavano di dare loro qualcosa ricevevano in cambio delle maledizioni: venivano invocati demoni, spettri e streghe in modo da impaurire chi aveva osato non contribuire. Per evitare tutto questo la maggior parte degli abitanti del villaggio donava qualcosa ai contadini.

Oggi sono i bambini ad andare di casa in casa a chiedere qualche caramello o dolcetto. I proprietari delle case preparano dolci, biscotti, caramelle, torte monetini e piccoli regali da donare ai bambini mascherati. I bambini suonano alle porte e recitano la famosa frase: "trick-or-treat" ? Cioè offrite qualcosa (treat) o vi facciamo uno scherzetto (trick) come gli spiriti maligni che dovevano essere invocati dagli antichi Celti
CHI E' JACK-O-LANTERN?

La tradizione di Jack deriva molto probabilmente dalla tradizione irlandese. La leggenda dice che un certo Jack, noto come baro, delinquente dediti al bere, riuscì ad ingannare Satana in persona. Una sera Jack invitò il Diavolo a bere con lui ed il Diavolo accettò. Jack propose una scommessa a Satana: gli disse che non sarebbe più riuscito a scendere da un albero. Satana rise a squarciagola credendo che Jack fosse pazzo: sicuro di vincere la scommessa accettò. Mentre Satana saliva sull'albero, Jack incise sulla corteccia una croce che impediva al Diavolo di scendere giù. Jack vide che Satana era perduto e quindi avanzò la sua proposta: avrebbe cancellato la croce se lui si fosse impegnato a non tentarlo più. Satana accettò e Jack cancellò la croce come concordato.
Alla sua morte Jack non fu accettato in Paradiso a causa dei suoi numerosi peccati; non fu però accettato neanche all'Inferno in memoria dello scherzo giocato al Diavolo. Nonostante questo, il Diavolo donò a Jack un tizzone che gli illuminasse la strada.

Per far durare la luce del tizzone per il maggior tempo possibile, Jack lo infilò all'interno di una cipolla.

Da allora si narra che vaghi durante la notte di Halloween facendosi luce col tizzone a lui donato da Satana.
Da allora Jack fu soprannominato Jack O'Lantern e quando gli irlandese migrarono in America, avendo a disposizione delle grosse zucche, le sostituirono alla cipolla.

COME DECORARE LA ZUCCA

Per prima cosa vi consigliamo di disegnare il volto che volete intagliare su un foglio di carta. Per la buona riuscita della decorazione dovete scegliere una zucca rotonda e senza imperfezioni: se la zucca avrà una superficie liscia sarà più facile inciderla. Con uno scalpello a V tracciate le linee del volto mentre con un coltello ben affilato intagliate i tratti. Come ultima cosa dovete scavare un buco in fondo alla zucca in cui metterete una candela.

SEGNAPOSTO A PIPISTRELLO

Procuratevi delle piccole zucche (si trovano anche dai fiorai) e del cartoncino nero. Disegnate sul cartoncino delle ali da pipistrello e ritagliatele. Con della colla applicatele ai lati delle piccole zucche ed il gioco è fatto! Preparate un segna posto per ogni ospite della cena e ponetelo sul piatto (magari potete scrivere il nome del commensale su una delle due ali con un pennarello arancione)

PIPISTRELLI VOLANTI

Procuratevi cartoncino nero (200 g/mq va benissimo); filo di acciaio
armonico da 0.8; filo nero da cucito; una goccia di colla; cutter o taglierino;
una pinza a becco. Ritagliate nel cartoncino nero le sagome dei pipistrellini (larghi 5-6 cm). Tagliate i pezzetti di filo di acciaio, da 5 a 20 cm, e con la punta della pinza fate un occhiello alle estremità. Una leggera piega nella linea mediana per dare volume, una goccia di colla e il filo per appenderli. Legate il filo all'archetto di acciaio, trovate il punto di equilibrio e fissate il nodo con una goccia di colla e procedete così fino a completare il terrificante volo dei pipistrelli.

MANI DI SCHELETRO (segnalato da Alessia)

OCCORRENTE: bastoni di legno, bastoncini di legno, nastro adesivo, carta igienica, acqua, colla vinilica, pennello da pittura

PROCEDIMENTO:

1) Prendete un bastone di media lunghezza, all'estremità attaccate con il nastro adesivo 5 pezzetti di bastoncini corti cercando di formare le dita di una mano, ad ogni bastoncino attaccate, sempre con il nastro adesivo, un altro pezzetto di bastoncino cercando, nel punto dove si trova il nastro di piegarlo proprio come le dita di una mano;

2) in una ciotola mescolate in parti più o meno uguali acqua e colla vinilica;

3) cospargete la mano, usando il pennello, con il composto di acqua e colla e ricopritela con pezzetti di carta igienica passate un'altro strato di acqua e colla e ancora pezzetti di carta fino a quando non si vedrà più il legno, lasciate asciugare ed il gioco è fatto.

ULTIMI CONSIGLI

Scegliete la musica perfetta: una musica spettrale, cigolante, tratta da qualche film. Mettete le luci basse e riempite la casa di candele e lumini.
Da bere create qualche cocktail semplice con dei succhi di frutta colorati sul verde e sul rosso, potrete dire che sono pozioni, e metteteli in contenitori a brocca e serviteli con delle decorazioni particolari.
MASCHERE DI HALLOWEEN

 In questa sezione vi daremo qualche spunto su come vestirsi per la festa di Halloween: dai costumi più semplici a quelli più elaborati per trascorrere la festa di Halloween in modo originale e simpatico.

VESTITO DA STREGA

Il travestimento da strega è un classico per la festa di Halloween. Si devono recuperare abiti vecchi come scarponcini un pò rotti, uno scialle di lana con le frange, una gonnellona tutta rattoppata, calze di lana a righe, una bandana da mettersi in testa, un canestro da portare in spalla con un po’ di carbone dentro.
Per quanto riguarda il trucco, la cosa migliore è acquistare un naso finto (magari con un neo in cima): buon divertimento!

VESTITO DA VAMPIRO

Per vestirsi da Dracula (o da vampiro) è necessario procurarsi un paio di pantaloni neri, una maglia nera (oppure se volete fare un travestimento sofisticato una giacca, una camicia ed una cravatta tutte e tre nere), un mantello nero con la fodera rossa ed i denti finti. Altra cosa immancabile è l'uso del cerone per avere un viso bianchissimo.

VESTITO DA ZOMBIE

Un altro travestimento classico per la festa di Halloween è quello da Zombie: la realizzazione è piuttosto semplice. Occorrono un paio di jeans ed una camicia o una T-shirt vecchi. Si devono strappare i jeans sia nelle gambe che negli orli e poi tagliuzzare la T-shirt sia sul davanti che vicino ai bordi delle maniche. Per rendere il travestimento un po’ più mostruoso potete usare il sangue finto per macchiarvi i vestiti, le mani e la faccia e se volete proprio esagerare potete acquistare un coltello finto di quelli da applicare intorno alla testa per avere l'effetto di essere stato colpito.

VESTITO DA MUMMIA

Per la festa di Halloween potete vestirvi anche da mummia: si tratta di un travestimento piuttosto complesso da realizzare. Servono molti metri di garza che deve essere arrotolata su tutto il corpo. Una volta realizzata la "mummificazione" si può macchiare la garza con del sangue finto e poi per entrare nella parte, si deve camminare trascinando i piedi a terra.

VESTITO DA FRANKEINSTEIN

Per Halloween ci si può vestire anche da Frankestein.
Basta mettersi una giacca nera, dei pantaloni neri, con delle scarpe a zeppa con zeppa molto alta. Truccarsi gli occhi con sotto delle belle occhiaie viola scuro. Disegnare sul viso i segni delle cuciture e su tutte le parti del corpo che escono fuori dai vestiti (come le mani, i polsi, il collo).
Coloratevi la pelle, dando un effetto pallido.
Ed infine uscite da casa con gli occhi un po' socchiusi da pesce morto e la bocca un po' aperta..sarete perfetti

VESTITO DA SCREAM

Una maschera molto d'effetto, che può piacere ai vostri amici e a voi è quella di Scream. Un vestito lungo nero con cappuccio, che coprirà la vostra testa, e la maschera d'urlo bianca con la bocca allungata. Procuratevi anche un'ascia o un coltello, finti ovviamente, per dare quel tocco in più di paura.

VESTITO DA UOMO SPIRITO

Per travestirsi da uomo/spirito basta procurarsi un grande vestito largo con una gonna lunga fino a coprirvi i piedi ed un cappuccio che vi copra la testa.  Le maniche devono essere belle larghe, in modo tale da restare morbide. Al posto delle mani inserite delle grandi mani a scheletro, da far uscir fuori dalle maniche. Sul viso mettetevi una maschera a faccia di scheletro. Così dal vostro vestito usciranno solo la faccia e le mani scheletriche. Se le trovate fosforescenti sono ancora più spettacolari quando viene spenta la luce! Infine procuratevi una corda per utilizzarla come cinta intorno alla vostra vita, fermandola con un nodo

SIMBOLOGIA DI HALLOWEEN

Alla festa di Halloween sono associati simboli di natura macabra e paurosa, vediamo quali:

FANTASMI E SCHELETRI

I Fantasmi e gli scheletri sono il collegamento tra Halloween e la morte, vista come rinascita.
I Celti festeggiavano la festa SamHain ovvero la festa dei morti celebrata il primo di novembre. I fantasmi e gli scheletri hanno assunto il significato di reincarnazione: la morte non viene vista come una fine ma come una parte del complesso ciclo della nascita, della vita e della morte.

PIPISTRELLI

Il simbolo del pipistrello è legato strettamente alla stregoneria ed alla morte in molte culture. Questo è dovuto al fatto che questi animali volano di notte e dimorano in caverne buie. Durante il MedioEvo i pipistrelli vennero associati alle streghe quando si pensava che queste venissero supportate da demoni con sembianze animalesche. Il sangue del pipistrello veniva utilizzato per la preparazione di pozioni magiche. Nel momento in cui le streghe vennero associate ad Halloween, di conseguenza anche i pipistrelli vennero collegati a questa festività. Oggi fortunatamente si è capito che i pipistrelli sono animali complessi ed affascinanti che meritano lo stesso rispetto di tutti gli altri animali. Anzi ci sono paesi in cui questi animali hanno una connotazione prettamente positiva: gli aborigeni australiani credono che uccidere i pipistrelli accorci la vita; in Cina e Polonia il pipistrello è simbolo di gioia e felicità. Oggi per Halloween si usano delle decorazioni a forma di pipistrello per rendere più suggestivi i luoghi in cui vengono tenute le feste, senza però associare a questi animali alcuna simbologia negativa fortunatamente.

CALDERONE DELLA STREGA

Le streghe sono spesso rappresentate mentre mescolano il contenuto di un grosso pentolone nero acceso sul fuoco. Spesso questo pentolone è il contenitore di misteriose pozioni magiche. La sua forma tondeggiante simboleggia Madre Natura ed i suoi tre piedi su cui si appoggia corrispondono alle tre fasi lunari, ed ai tre numeri magici. Il Calderone non è sempre stato associato a figure femminili ma ci sono anche figure maschili che lo utilizzavano: per esempio il dio nordico Odino oppure il dio hindu Indra. Infatti il calderone è simbolo di trasformazione, illuminazione e saggezza.

IL RAGNO

Durante il MedioEvo il Ragno fu inevitabilmente associata alle streghe, che li utilizzavano per creare potenti pozioni. Questo non è assolutamente vero: creare pozioni con zampe di vedova nera è solo un verso di una filastrocca e non ha alcun riscontro nella realtà. I superstiziosi dicono che il ragno sia portatore di cattiva energia e che sia capace di far del male agli altri esseri viventi,umani compresi, anche solo con la sua vicinanza. Per molte persone invece il ragno è portatore di buona fortuna e ricchezza. Addirittura gli Sciamani lo considerano un simbolo di creatività.

IL GUFO

Durante il periodo medievale il gufo si credeva avesse dei poteri oscuri. Si pensava che i gufi fossero demoni sotto forma di animali che accompagnavano le streghe nella notte di Halloween al Sabba. Si pensava addirittura che i gufi fossero delle streghe travestite quindi vedere un gufo provocava non poca paura nelle persone di quel tempo. Non tutte le popolazioni pensavano al gufo come a portatore di sventura: i Greci ad esempio lo veneravano come uccello sacro che accompagnava la dea della saggezza Atena. Gli indiani d'America pensano ancora oggi che il gufo sia il messaggero dell'aldilà.

RICETTE DI HALLOWEEN

Vi proponiamo un menu da preparare la notte di Halloween.
Potrete divertirvi creando dei piatti con nomi suggestivi ma innocui e gustosi... Buon divertimento!!

TORTA DI JACK O' LANTERN

Ingredienti:
zucca 1 kg, uova 2, amaretti 100 g (o fette biscottate), zucchero 2 cucchiai, cacao 1 cucchiaio, latte 1 bicchiere, rhum 1 bicchiere, burro, pane grattugiato, sale, scorza di limone.

Preparazione:
Cuocere la zucca a pezzi nel latte con un pizzico di sale e la parte gialla della scorza di un limone; farla raffreddare, facendole scolare più latte possibile, e passarla col passaverdura. Aggiungere uova, zucchero, cacao, rhum e gli amaretti pestati. Versare in una teglia ben imburrata e cosparsa di pane grattugiato, oppure con carta forno; mettere in forno a 100-120° per un’ora circa. Capovolgere in un piatto.

DITA MOZZATE

Ingredienti:
wurstel, semi di zucca (o mandorle), ketchup

Preparazione
Prendete dei wurstel e tagliateli a metà nel senso delle lunghezza. Cuoceteli e poi infilate un seme di zucca per ogni parte del wurstel in modo che sembri un unghia. Mettete del ketchup nel piatto ed adagiatevi sopra i wurstel.

FRULLATO DEL VAMPIRO

Ingredienti:
70 cc. di sciroppo di lamponi, 4 tazze di yogurt alla vaniglia, gelato alla vaniglia o ai frutti di bosco, colorante per alimenti di colore rosso

Preparazione:
In un miscelatore, mettere ad uno ad uno gli ingredienti ( per ultimo il gelato) mescolando la bevanda finché gli ingredienti non si amalgamano bene tra loro e non si ottiene un rosso uniforme. Dopo, mantenere in freezer fino al momento di consumare.

BUDELLA DI STREGA

Ingredienti per più persone:
1 kg di zucca, 4 cucchiai di uvetta, 4 cucchiai di pinoli, olive verdi snocciolate, 1 cucchiaio di olio di oliva, 2 bicchieri di olio di arachidi, 1/2 bicchiere di aceto, sale

Preparazione:
Mettete a bagno l'uvetta per 10 minuti nell'acqua tiepida; lavate e sciacquate la zucca, tagliatela a pezzi. Eliminate la scorza, i semi e i filamenti. Tagliate la polpa a fette spesse di circa 1 centimetro. In seguito scaldate l'olio di arachidi 1 minuto. In un tegame friggete la zucca 5 minuti per parte. Scolate poi la zucca e salatela, scolate l'uvetta, poi passate per 2 minuti la zucca nell'olio d'oliva bollente, poi versate l'aceto sulla zucca e lasciate evaporare. Infine aggiungete l'uvetta strizzata precedentemente.

RISOTTO DELLE STREGHE

Ingredienti:
Per 6 persone:riso 400g., polpa di zucca 400g., burro 150g. , parmigiano reggiano grattugiato 100g., cipolla , brodo, prezzemolo, sale e pepe.

Preparazione:
Mettere in una casseruola la cipolla tritata finemente con la metà del burro poi aggiungere la zucca tagliata a piccoli dadini, versare un pò di brodo, salare e pepare lasciando cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Versare il riso e portare a cottura aggiungendo gradualmente il brodo bollente. Quando il risotto é cotto unire il burro rimasto, il prezzemolo e il parmigiano.

SANGUE DI DEMONE

Ingredienti:
una bottiglia di succo di arancia rossa;
una bottiglia di gassosa.

Preparazione:
Versa in una brocca la bottiglia di succo d'arancia, e poi quella di gassosa, mescola e ecco fatto!!!
Il tuo sangue di demone è pronto.

OSSA DI SCHELETRI

Ingredienti:
200 gr. di mandorle tritate, 200 gr. di zucchero, 30 gr. di burro a temperatura ambiente, 200 gr. di farina, 3 chiodi di garofano, un pizzico di cannella in polvere, 1 albume, la scorza grattugiata di mezzo limone.

Preparazione:
Ridurre in polvere i chiodi di garofano pestandoli con un cucchiaino.
Unire tutti gli ingredienti mescolandoli molto bene fino a formare un composto ben omogeneo.
Stendere la pasta fino a raggiungere uno spessore di 4 cm. a questo punto ricavare piccole strisce di 1 cm. (dare una forma di ossa).
Stendere su una teglia imburrata e mettere in forno caldo a 170° e cuocere per 20 minuti circa.

TORTINO MANNARO

Ingredienti:
300 grammi di zucca, 3 patate, 1 scalogno, 3 uova, brodo vegetale, latte, pan carrè, parmigiano, pan grattato, noce moscata, pepe, salvia e rosmarino, olio extra vergine di oliva

Preparazione:
Tagliare sottilmente lo scalogno e farlo rosolare in una padella con pochissimo olio. Tagliare a pezzettini le patate e la zucca e farle insaporire in padella con salvia, rosmarino e pepe. Far cuocere con il coperchio funché le verdure non saranno morbide e poi passarle nello schiacciapatate e farle intiepidire.
Ammollare nel latte il pan carrè privato della crosta e sbriciolato.
Intanto sbattere le uova con sale, pepe e noce moscata. Unire il composto di verdure ed il pancarrè ammollato, aggiungere il parmigiano a piacere fino ad ottenere un composto non troppo liquido.
Ungere una teglia da plum cake e mettere nel fondo e nelle pareti un pò di pangrattato e parmigiano. Infornare per circa 30/40 minuti nel forno preriscaldato a 150°.

DITA MOZZATE

Ingredienti:
wurstel, semi di zucca (o mandorle), ketchup

Preparazione:
Prendete dei wurstel e tagliateli a metà nel senso delle lunghezza. Cuoceteli e poi infilate un seme di zucca per ogni parte del wurstel in modo che sembri un unghia. Mettete del ketchup nel piatto ed adagiatevi sopra i wurstel.

LAPIDI GRATINATE AL GORGONZOLA

Ingredienti:

8 fette di pane nero, 100 g di gorgonzola, 50 g di mascarpone, gherigli di noci

Preparazione:

Tagliare le fette di pane (ne servono circa 8) e ricavarne 16 quadrati. Mettere in un recipiente il gorgonzola ed il mascarpone ed amalgamare bene. Spalmare la crema di formaggi sui quadratini di pane nero e guarnire con gherigli di noce.