La Santa Pasqua
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Nell'anno 325 durante il primo Concilio di Nicea si stabilì che la solennità della Pasqua sarebbe stata celebrata la domenica seguente il primo plenilunio (cioè fase di luna piena) dopo l'equinozio di primavera.
L'equinozio di primavera è intorno al 21 marzo e la data di Pasqua è quindi compresa tra il22 marzo e il 25 aprile (inclusi) essendo il ciclo lunare di 29 giorni.
Per esempio, se proprio il 21 marzo c'è la luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo).
D'altro canto, se il plenilunio succede il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.

Modi di dire

Nel nostro linguaggio ricorrono spesso delle frasi la cui origine pare sia radicata nelle letture del periodo quaresimale o che comunque sono in relazione con la tradizione cristiana della Pasqua.
Sai perché si dice "essere contento come una Pasqua"? oppure "gettare la croce addosso a qualcuno"?
 

Ecco una lista dei più comuni modi di dire:

"ESSERE FELICI COME UNA PASQUA": riferito a chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.

"PASQUA ALTA": si utilizza questa espressione quando la data di Pasqua è in ritardo rispetto al tempo in cui ricorre normalmente, mentre si dice: "PASQUA BASSA" quando è in anticipo.

"VENIRE LA PASQUA IN DOMENICA": per indicare tutto quello che si verifica al momento opportuno, che arriva a proposito.

"LUNGO COME UNA QUARESIMA": si dice di una persona o di una cosa prolissa, noiosa, insistente.

"HA SCIUPATO TUTTO ADESSO E FA QUARESIMA": si riferisce a chi ha sperperato i propri beni,le proprie ricchezze e adesso fa digiuno, vive in povertà.

"GETTARE LA CROCE ADDOSSSO A QUALCUNO": si usa per addossare la responsabilità di un fatto ad un'altra persona.

"PORTARE LA PROPRIA CROCE": questo modo di dire deriva dalla salita al calvario di Gesù Cristo ed è da intendersi come la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita, così come ha fatto il Figlio di Dio.

"LA CROCE CHE CI SI FA DA SOLI E' LA PIU' PESANTE":questo indica quelle situazioni in cui siamo noi stessi a commettere delle azioni per cui in seguito ci pentiamo. Queste quindi risultano più difficili da superare rispetto a quando ci sono cause esterne.

"ESSERE COME SAN TOMMASO": questa locuzione viene usata per indicare una persona ostinata a credere ad un certo fatto accaduto (proprio come l'apostolo Tommaso che si rifiutò di credere ai compagni che gli riferivano dell'apparizione di Gesù risorto).

Torta Pasqualina

Ingredienti:

Per 8 persone. 800g. di pasta di pane, 400g. di ricotta, 1 kg. di spinaci o biete, 100g. di parmigiano grattugiato, 8 uova, due foglie di maggiorana fresca, 150g. di olio di oliva, sale, pepe e olio per la tortiera.

Preparazione:

Dividete la pasta di pane in 14 pezzi uguali e formatene delle pagnottelle. Pulite le verdure e fatele cuocere con poco sale senza aggiunta di altra acquaa. Strizzatele, tritatele e mettetele in una terrina. Sbriciolate la ricotta, unitela alle erbe con 2 uova intere, sale e pepe, maggiorana e metà formaggio. Lavorate poi con un cucchiaio di legno. Con il matterello stendete i 14 pezzi, ottenendo cosi 14 sfoglie sottile e larghe tanto da foderare la tortiera. Ungetela e mettetevi la prima sfoglia, ungetela d'olio e sovrapponete un'altra sfoglia e ungetela, continuate cosi fino alla settima sfoglia. Su questa disponete tutto il ripieno, livellatelo e col dorso di un cucchiaio praticate 6 incavi a distanze regolari, nei quali verserete le restanti uova fresche, salate epeapte. Cospargete col formaggio e sovrapponente una sfoglia, ungetela e proseguite allo stesso modo fino ad esaurire le 6 sfoglie rimaste. rpiegate verso l'interno la pasta che fuoriesce e formate un cordone pizzicandolo. Ungete la superficie con poco olio, bucherellatela con la forchetta e passatela in forno già caldo per circa 40 minuti.-

 

Tempo di Cottura: 40'

Colomba Pasquale

Ingredienti:

Ingredienti (6 persone): 550 gr. farina 125 gr. zucchero 2 tuorli e 4 uova intere buccia di 2 arance vanillina uvetta, canditi - per la glassa/copertura: 400 gr. zucchero a velo 300 gr. mandorle polverizzate 5 albumi zucchero granulare.

Preparazione:

Preparare la prima lievitazione con lievito, latte e un cucchiaio circa di farina. Dopo circa 30 minuti di riposo, impastare un etto di farina circa con un po' di acqua tiepida, quindi aggiungere il panetto lievitato, amalgamare e lasciare riposare altri 40 minuti circa. Aggiungere i due tuorli, il burro, una parte di zucchero (circa la metà, NON quello destinato alla glassa) e lasciare lievitare 45 minuti circa. Riprendere l'impasto, aggiungere tutti gli ingredienti rimasti ed amalgamare (a mano circa mezz'ora, se si dispone di una impastatrice circa 45 minuti). Versare il composto nell'apposito stampo della colomba e lasciare che cresca il doppio (circa 1 ora). Preparare intanto la glassa: polverizzare le mandorle con il frullatore, unirle allo zucchero a velo e quindi amalgamare il tutto con gli albumi. Dopo che la pasta è lievitata cospargerla nella superficie generosamente con la glassa ottenuta, con lo zucchero granulare, qualche mandorla intera e porre in forno a 150° per un'ora (si consiglia la prova dello stecchino).

Tempo di Cottura: 60'

L'uovo di Pasqua

L'uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero: c'è quello dipinto, intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta. Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un'origine radicata nel lontano passato.

Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita.

Gli uccelli infatti si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l'inverno ed il freddo erano ormai passati.

I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell'antico Egitto le uova decorate erano scambiate all'equinozio di primavera, data di inizio del "nuovo anno", quando ancora l'anno si basava sulle le stagioni.

L'uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell'allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare.
Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.

Le uova, associate alla primavera per secoli, con l'avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell'uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell'uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba.

Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

L'usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d'oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.

Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.
Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d'oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d'oro ed una miniatura della corona imperiale.
Gli Zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.