Nel piccolo
comune di Cairate si conservano i resti del monastero di Santa Maria
Assunta.
Esso è
annunciato da un grande arco trionfale che, eretto solo nel 1710 e
oggi totalmente staccato dall’intero complesso sacro, porta la
scritta ”COELORUM IMPERATRICI MANICUNDA GOTICORUM REGINA”.
La
Manigunda di cui si parla nell’iscrizione fu una ricca longobarda
che faceva parte dell’entourage di re Liutprando e che investì tutti
i suoi averi nella costruzione e nella gestione del monastero
benedettino cairatese, fondato per suo volere nel 737 d.C.
Si è detto
che la scelta della monaca dovrebbe essere interpretata come una
sorta di voto fatto da lei stessa dopo una sua miracolosa
guarigione.
Secondo la
leggenda, infatti, Manigunda si sarebbe recata presso la non lontana
fontana di Bergoro, una frazione di Fagnano Olona e, bevutane le
acque, sarebbero scomparsi gli effetti di una grave malattia renale
di cui era infetta.
Molte altre
sono le leggende che ruotano attorno al personaggio di Manigunda,
che qualcuno assicura aggirarsi al calar del sole tra le mura del
chiostro o comparire in presenza di una coppia felice per augurarne
un futuro prospero e pieno di quell’amore che a lei la vita negò.
Alla terza domenica di
luglio di ogni anno viene organizzata la Festa della Fontana, a
ricordo di quel che narra la tradizione.
Nel mese di settembre
dell'anno 2007, è stata posta una targa ringraziamento da parte
della "Contrada della Fontanella", dedicata a Don Mario Mascheroni,
parroco di Bergoro.
veduta d'insieme della Fonte di Manigunda
il
cippo dedicato alla memoria di Don Mario Mascheroni
nobili
figuranti medioevali, con la Regina Manigunda, in un'affascinante
rievocazione storica
area
attrezzata vicino alla fonte
un
"paggetto" medioevale raccoglie l'acqua per la Regina
Manigunda
Storia e
notizie del Monastero di Santa Maria Assunta a Cairate
La
storia ci dice che a fine Quattrocento venne dissotterrato un
sarcofago in pietra di grandi dimensioni.
Esso
ancora oggi accoglie il visitatore all’ingresso del monastero.
In
realtà, per essere più precisi, qui si trova solo una parte di
esso: il suo coperchio, infatti, più tardi venne incorporato
in un muro e quindi utilizzato come lavabo per lavare i panni.
Alla
fine del XV secolo lo storico Calchi assisté al ritrovamento
del suddetto sarcofago, sotterrato nel cortile del chiostro:
dalla sua testimonianza si può supporre che la bara di pietra
appartenesse proprio alla “regina” Manigunda: al suo interno,
infatti, fu trovato un corpo di donna riccamente abbigliata.
Il
cadavere fu rimosso, ed oggi non se ne ha alcuna traccia.
Nonostante ciò, presso i depositi della Pinacoteca Ambrosiana
a Milano sono conservati tre altorilievi in calcare
provenienti dal monastero cairatese.
Ognuno di essi rappresenta una figura femminile, e tra queste
compare l’immagine di una bella signora con lunghe trecce e
ricchi abiti (vedi figura a lato).
Essa
ha anche una piccola corona in testa, nella quale in passato
doveva forse trovare posto una gemma preziosa: molto
probabilmente siamo di fronte alla raffigurazione di Manigunda.
altorilievo raffigurante Manigunda
Nel
corso dei secoli la struttura architettonica originaria del
convento di Manigunda subì un numero tanto elevato di
trasformazioni da risultare alquanto difficile, oggi, riuscire
a comprenderne a pieno l’aspetto primigenio ma, in ogni caso,
la visita al monastero riesce a restituire l’imponenza del
luogo medioevale.
In
esso si rintracciano ancora gli ambienti più importanti del
complesso, dal bel chiostro alla sala consigliare delle
monache, al refettorio, alla chiesa, ambienti che si trovano
tutti a pian terreno: quelli al primo piano, infatti, sono
stati tra i maggiormente sistemati. Al visitatore curioso,
immerso nella strana atmosfera dell’antico monastero e avvolto
da un silenzio quasi totale, può capitare di sentire sbattere
una porta o una finestra anche in assenza di vento: segno,
forse, che Manigunda si aggira ancora oggi tra le mura del suo
monastero, e lo saluta allo stesso modo in cui un tempo
accoglieva i pellegrini e i viandanti.
Informazioni raccolte dalla Pro Loco di Fagnano
Olona
Tutti i
diritti riservati. È possibile la
riproduzione parziale purché se ne citi la fonte