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Costituito da una solida base di pietra cilindrica a sviluppo
orizzontale, il pestello veniva azionato a mano dalle possenti
braccia del contadino, che imprimendo manualmente la rotazione
faceva si che il grano veniva triturato ed al termine
dell’operazione veniva raccolta la farina.
Questa era la versione “domestica” della macina di tipo
industriale, molto più grande e complessa, di cui oggi si
trova un raro esemplare risalente all'anno 1951, sull’aiuola centrale di
Piazza Alfredo di Dio a Fagnano Olona.
Altre macine di grandezza superiore venivano anche chiamate
asinarie, per il semplice fatto che venivano azionate da
animali come asini e cavalli.
Questo pezzo di storia ha avuto per diversi secoli una
funzione simile alle macine anche se per un utilizzo più
ridotto e limitato di prodotti, che ridotti in frantumi o in
poltiglia erano ingredienti indispensabili per la preparazione
di alimenti e vivande come il pane.
I mortai risalgono probabilmente al periodo neolitico, all’età
della pietra e vennero utilizzati fino al 1800 compreso.
“Era alloggiato in una vecchia cascina di Via Dante ed è stato
recuperato e conservato dalla famiglia di Rinaldo Selmo, che
lo ha donato al Comune ed alla Pro Loco avendo avuto da sempre
il desiderio di poterlo vedere esposto al castello.
Prematuramente scomparso in un incidente stradale, la moglie ha voluto portare avanti le sue volontà fino
ad oggi, quando grazie alla Pro Loco il mortaio è stato
trasportato all’interno dell’antica fortezza medioevale”
racconta lo storico cittadino Remo Faré.
Anche il Presidente della Pro Loco, Armida Macchi Porta, si
definisce soddisfatta dell’operazione visto che da tempo se ne
parlava e che conferma l’amore dimostrato per il proprio
paese.
“Abbiamo portato questo antico mortaio al castello e stiamo
già predisponendo un’opera di pulizia con un apposito
trattamento antiossidante per conservare al meglio questo
reperto che ora è qui in bella mostra e a disposizione di
tutti, come ricordo tangibile della nostra storia passata”, conclude
il Presidente.
Un utensile di serizzo pressoché identico a quello mostrato
nelle foto è stato ritrovato a Bolladello all’angolo di Via
Moncucco, a Peveranza sotto il portico di Via Bertani ed a
Caronno Corbellaro nel cortile dell’Agriturismo Cereda.
Un altro autentico pezzo di storia originale salvato
dall’oblio del dimenticatoio o peggio ancora della
distruzione, che grazie ai donatori ed ai volontari della Pro
Loco torna a risplendere ai giorni nostri all’interno del
cortile medievale dell’antica fortezza cuore della vita civile
della comunità fagnanese. |