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Il
caso Olona
Il
Fiume Olona è il caso più emblematico e per certi versi più
completo dell’utilizzo da parte dell’uomo delle energie offerte
dalla natura, sapientemente trasformate a seconda dei lavori da
svolgere.
L’Olona
ha attraversato tute le fasi dell’evoluzione storica, sia quella
civile che sociale che economica ed industriale di questo
territorio.
Legate
alle sue vicende si rispecchiano quelle di altre realtà locali che
in qualche modo, ma non con la medesima forza ed ampiezza, hanno
analoghe caratteristiche, dal Tresa al Bardello all’Arno e al
Ticino.
Quando
si dice che l’Olona non sia sfuggito a nessuna delle esigenze che
si sono alternate nei diversi periodi storici si fa riferimento ad
un largo uso delle sue acque servite per gli scopi civili,
domestici, per la pesca, agricoltura e allevamento, mulini, torchi,
magli, segherie, lavatura macerazione sbiaca candeggi e tintorie dei
tessuti, filatoi e tessiture, conce e pettinifici, cartiere,
centrali idroelettriche.
Non
è il caso di rammentare in questa sede le implicazioni pratiche dei
primi punti che fanno riferimento alle necessità elementari delle
popolazioni che si erano insediate lungo le rive dell’Olona, ma ne
sono esplicita testimonianza i borghi che vi si affacciano, con la
qualità urbana dei loro servizi.
Quanto
alla pesca, l’agricoltura, all’allevamento del bestiame, si
hanno molte notizie storiche che fanno riferimento a periodi in cui
queste attività erano fiorenti e modellavano il paesaggio.
Si
ricorda tra l’altro una speciale varietà di grano chiamato per
l’appunto Olona, dalla spiga assai ricca e dalla farina robusta
che era alla base dell’alimentazione locale.
Proprio
a partire dall’esigenza di trasformazione del grano e di altri
prodotti della terra o dell’allevamento l’Olona cominciò ben
presto ad essere punteggiato dalla presenza di torchi e mulini, ma
anche di tante segherie e dei magli che sfruttavano al forza delle
sue acque per far girare i macchinari.
L’insieme
di questi fattori, ovvero la presenza dei manufatti già orientati a
utilizzare nel modo migliore l’energia espressa dalla caduta
dell’acqua, fece si che un po’ alla volta gli stessi vennero
utilizzati per i processi di proto industrializzazione e quindi per
il pieno sviluppo dell’industria varesina con una serie
stupefacente di prodotti e lavorazioni.
Dalla
seta al cotone ad altri tessuti, dalla lavorazione del legno a
quella dei metalli; alle pelli trattate; alla carta; dai pettini
alla celluloide alla plastica; dalle industrie dolciarie alla birra;
e così via per un lungo elenco.
Se
vogliamo perciò comprendere quale fu l’elemento primario di
velocità delle industrie che vanno da Varese a Castellanza si deve
fare un riferimento preciso all’Olona e alla complessa rete dei
suoi mulini, torchi e magli, a cui si fa riferimento in una serie di
documenti molto antichi, i primissimi intorno al 1600.
Naturalmente
negli anni successivi si registrò un intenso movimento dei
proprietari e di una notevole intensificazione del numero dei
rodigini che sfruttavano il corso dell’acqua, e la costruzione di
questi nuovi mulini è stata la base della crescita industriale che
ha espresso un grosso risultato di forza lavoro in valle.
È
poi opportuno ricordare che nel diciannovesimo secolo il corso di
questo fiume viene sottoposto a parecchi progetti di riforma,
anzitutto per potenziarne la portata, ma anche per meglio governare
l’uso delle acque.
Serviva
evitare abusi e prevenire alluvioni, oltre che tenere in ordine il
letto, le rive, le chiuse e tutti gli altri meccanismi creati a
beneficio delle comunità attraversate dal fiume e delle industrie.
Già
all’inizio del 1600 si contano, nella documentazione storica
dell’epoca, fra Varese e Castellanza la bellezza di 77 mulini
attivi lungo le rive del Fiume Olona.
Nella
sola Fagnano nell’anno 1574 se ne contano già ben otto:
-
Palazzo
Camillo - Mulino in Bergoro, rod. 4
-
Visconti
Conte Galeazzo – Mulino in Bergoro
-
Visconti
Ludovico – Mulino del “Melchiorre” in Fagnano, rod. 4
-
Visconti
Ludovico – Mulino del Compà in Fagnano. Era un mulino doppio.
-
Mulino
della Signora Philadora in Fagnano
-
Mulino
del Conte Visconti Galeazzo in Fagnano, detto del
“Castellazzo”
-
Terzaghi
Nobile Camillo – Mulino in Fagnano Olona
-
Visconti
Galeazzo – Mulino in Fagnano Olona, rod. 3
Lungo
il percorso dell’Olona oggi, si possono contare 57 ponti su cui
transitano 7 strade provinciali, 43 strade comunali e 2 strade
ferrate.
Le
comunità del territorio varesino furono le prime a comprendere che
l’economia era lo strumento migliore, più potente e sicuro per
governare i processi della natura e della vita e preferirono questo
strumento a quelli allora più comuni come la guerra, la religione e
la politica.
Da
allora in poi è stato un cammino ininterrotto che ha prodotto solo
un grande benessere e di conseguenza una grande stabilità sociale,
alle città e al territorio circostante collocandoli in ogni fase
della storia al vertice dell’intraprendenza e della ricchezza.
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