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REQUIEM PER SAN MARTINO
La più completa informazione sulle ultime vicende della Chiesa
di San Martino ce la fornisce il Chronicus della Parrocchia di
Fagnano.
“La Parrocchia di San Martino, come scrive il parroco
don Rocco Fontana, era formata da poche famiglie che
abitavano a settentrione del paese e nelle frazioni disperse.
Dal registro dei battesimi, che comincia il 17 agosto 1568
si rileva dall’esiguo numero delle nascite che la popolazione
non arrivava alle 300 anime. Questa parrocchia della quali si
ignora l’origine durò fino all’anno 1798”.
Ecco che cosa è narrato in un registro dei battesimi a pagina
48: “il giorno 6 giugno rientrò nella Chiesa di San
Gaudenzio il parroco di San Martino dichiarato parroco di
tutta la popolazione di Fagnano, fu soppressa la Parrocchia di
San Gaudenzio e la Chiesa di San Martino per decreto del
Ministro degli Affari Interni comunicato al parroco di San
Martino dall’amministrazione centrale del Verbano datato 11
Pratile anno sesto repubblicano, confermato da Mons.
Arcivescovo e così rimesso il parroco Pier Maria Macchi in San
Gaudenzio ove trovatasi di già con vero possesso nel 1791 che
poi nel 1792 fu traslocato violenter, entrò in San Martino a
funzionare per fanatismo popolare e tenacità curiale, onde il
seguente battesimo fu il primo che dicesi della parrocchia di
Fagnano indistintamente…”.
Il primo battezzato della “parrocchia di Fagnano
indistintamente” appartiene al gentil sesso. Ecco l’atto
di battesimo: “1798 allì 8 giugno. Margarita Marianna
figlia di Pietro Antonio Belvisi e di Marcella Colomba,
legittimi consorti, abitanti sotto questa parrocchia, nata
ieri alle ore 2 della notte, è stata battezzata oggi da me
curato in questa Chiesa parrocchiale di San Gaudenzio di
Fagnano Olona. Compare fu Giò Costa del fu Giacomo, di questa
cura, e in fede Pier Maria Macchi curato”.
Chiudeva così i battenti quella che la tradizione ha sempre
ritenuto la più antica chiesa parrocchiale di Fagnano. Qualche
anno dopo veniva addirittura demolita.
Il perché è detto, sempre nel Chronicus dallo stesso parroco,
che così prosegue: “Al decreto di soppressione non volendo
rassegnarsi gli antichi parrocchiani venne di poi ordinata la
demolizione della Chiesa di San Martino dal governo, onde
costringerli a riconoscere il parroco di San Gaudenzio”.
In questa vicenda fu coinvolto anche l’Ingegner Francesco
Bernardino Ferrari, che così annota nel manoscritto LXII della
raccolta Ferrari custodita alla Biblioteca Ambrosiana:
“Stima da me fatta coll’ing. Speroni della Chiesa di San
Martino di Fagnano sotto il giorno 16 Marzo 1799”.
Segue poi una nota interessante in data 2 Luglio 1818:
“Questa Chiesa era l’antica parrocchiale di Fagnano.
Per togliere le continue popolari questioni si dovette
sopprimere una delle due parrocchie e ordinare anche la
soppressione di questa Chiesa e acciò non ripulissero altre
questione ho stimato io, come compossessore di Fagnano, di
acquistare questa soppressa chiesa
prevalendomi del permesso e delle circostanze dei tempi, e ne
feci fare la istanza dal signor Francesco Merlo che poi si
dichiarò mia sottomessa persona.
Li malcontenti fecero ogni azione e buona e cattiva, perché
sussistesse la chiesa, ma finalmente si arrivò a demolirla e
io ne donai tutto il materiale alla Chiesa di San Gaudenzio e
lo spazio lo lasciai per dilatare il cimitero, e così
terminarono per sempre le questioni”.
Della chiesa distrutta non rimase che la parte di levante (figura
sotto), andata poi anch'essa distrutta, la quale
conservava la cornice di stucco che conteneva il quadro del
Santo Patrono che serviva di pala dell’altare maggiore. Dopo
la chiesa anche il cimitero viene abbandonato e distrutto. |
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(In figura: Reliquie dell'antica Chiesa di San Martino) |
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“Di fronte alla chiesa eravi il cimitero in cui si conserva
una cappelletta con ossario. Essendo abbandonato il cimitero,
nell’anno 1874, il Municipio aveva ordinato l’escavazione di
fosse per impiantarvi i gelsi; ma la popolazione tumultuò,
protestando contro questa profanazione, ne si sedò finché fu
annullata e revocata l’inconsulta deliberazione”.
Dell’antico cimitero di San Martino si parla ancora in una
lettera manoscritta autografa del Card. Schuster, indirizzata
a don Scarpa in seguito alla visita pastorale del 30 Settembre
1933.
“Si permetterà pure che possa celebrare la S. Messa nella
Cappella ove si aveva anticamente il cimitero purché venga
dedicata al culto di San Martino ricordando speciali episodi
della sua vita, e le ossa dei defunti siano raccolte alla
debita distanza dall’altare. Vogliamo poi che ogni anno colla
festa di San Gaudenzio, patrono della Chiesa parrocchiale, si
celebri con certa solennità la festa di San Martino, siccome
contitolare della Parrocchia”.
Questo è tutto quello che sappiamo sulla Chiesa e sul cimitero
di San Martino.
(Tratto dal libro: Fagnano
Olona di don Luigi Del Torchio) |
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la Cappella di San Martino e sullo sfondo il Torrione |
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La facciata esterna con
l'affresco della "Madonna della Cintura" |
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particolare della "Madonna della Cintura" |
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gli
affreschi sulla volta, raffiguranti la "Gloria di San Martino"
ed il crocifisso dipinto sulla parete nord
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Affresco raffigurante la crocifissione di Gesù Cristo |
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particolare del volto di Cristo |
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La “Madonna della Cintura”
La cappella della Madonna della Cintura è stata costruita nel
1819, al tempo del parroco Pier Maria Macchi, con
autorizzazione del Cardinal Carlo Gaetano Gaisruck,
Arcivescovo di Milano.
Lo storico E. Cattaneo racconta che il culto della Vergine
della Cintura sia stato importato dalla Chiesa orientale a
Milano nell’età Longobarda.
Questa devozione legata alla cintura sembra nata nel Santuario
della Santa Cassa in Costantinopoli, dove la reliquia divenne
celebre soprattutto perché alla sua presenza fu attribuita la
liberazione della città nel 677, dopo 4 anni di assedio
dell’Islam.
Tale devozione acquistò così un duplice intento, quello di
protezione alle giovani spose e quello di difesa dai nemici.
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Sulla cappella ossario di San Martino, oggi all’ingresso del
campo sportivo, è dipinta una Madonna nell’atto di portare le
anime del purgatorio in paradiso.
Fino ai primi decenni del 1900 vi fu tra i fagnanesi una vera
e propria devozione per la Madonna della Cintura, ritenuta
protettrice delle madri.
La tela della Madonna della Cintura, che oggi funge da pala
dell’altare laterale al Santuario della Selva, proviene
dall’antica Chiesa di San Martino e risale circa all’anno 1690
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Una leggenda della tradizione popolare racconta che le mamme
con i bambini tardivi nel camminare si recavano alla Cappella
per chiedere una particolare grazia alla Madonna.
Pregando e con il proprio bambino per mano, facevano il giro
esterno della Cappella, salendo anche la scaletta e arrivando
ad affacciarsi alla finestrella di fronte all’altare.
Da quel momento pian piano, rincasando e nei giorni
successivi, i bambini incominciavano a camminare e muoversi
normalmente. |
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Una visione completa della "Gloria di San Martino"
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particolare del volto di San Martino |
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La piastrella del pavimento, di fronte all’altare, con la
scritta 2007 ricorda l’ubicazione dell’antico ossario, oltre
che la data della nuova inaugurazione a seguito dei lavori.
Vi sono contenuti 5 teschi umani, insieme ad altri frammenti di ossa e pietre
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In una pergamena collocata all’interno di un vano dell’altare
sono riportati i nomi di tutte le persone che hanno
collaborato, quale ringraziamento per aver contribuito a
riportare la cappella all’antico splendore |
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Ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile il
restauro della Cappella di San Martino: dalla Presidente
Armida Macchi Porta a tutti coloro che hanno erogato i
finanziamenti, coordinato ed eseguito i lavori stessi, e tutte
le persone che ci hanno sostenuto. |
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angeli
che brandiscono la spada e l'armatura del Santo |
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angelo
con tra le mani il cappello di San Martino |
Preghiera a San
Martino di Tours
(316 – 397)
O
Dio nostro Padre,
Tu hai voluto che il tuo
servo Martino
fosse operatore di
concordia
e di unità.
Concedi anche a noi di
collaborare
al tuo progetto di pace
perché gli uomini del
nostro tempo,
riconciliati tra loro,
vivano nella fraternità e
nella giustizia.
Gloria |
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Le scritte poste alle due estremità della cappella:
"Ciò che sarete voi noi siamo adesso"
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 e di rimpetto "Perciò chi scorda noi scorda se
stesso" |
un folto gruppo di visitatori all'interno della
cappella, mentre ascoltano il racconto sulla storia e le tradizioni
legate a San Martino |
Fausto Bossi della Pro Loco illustra le bellezze ai visitatori |
Preghiera
O glorioso s. Martino, che interamente consacrato
all'acquisto della perfezione evangelica, pur in mezzo alle
occasioni di peccato dell’esercizio delle armi mettesti in
pratica quegli atti di pietà e di penitenza che ti erano
diventati familiari nella solitudine in cui ti
rifugiasti spontaneamente fin dall'età di dodici anni,
quindi rifiutasti con generosità le distinzioni e gli onori
di questo secolo per assicurarti i beni duraturi ed
immancabili del paradiso, ottieni per noi tutti la grazia di
conservarci sempre senza macchia fra le seduzioni del mondo
corrotto e seduttore e di non attendere mai ad altro che ad
assicurarci con le buone opere la nostra salvezza eterna. Gloria. |
Preghiera
O glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità,
che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello
militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di
essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed
ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e
preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella
tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti
nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti
cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi
tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri
fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte
quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina
assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e
corporali. Gloria. |
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decorazioni visibili sulle colonne interne della Cappella |
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