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La tradizione dei Tronconi come candeggiatori e tintori
tessili, ha origini lontanissime.
Il primo insediamento lungo le sponde del fiume Olona, in
località Bergoro di Fagnano, risale al 1597, con Giovanni
Pietro Tronconi.
Si apre così la lunga stagione del candeggio al prato e, a
partire dal 1760, quella della tintura delle pezze con
sostanze vegetali. Il vicino fiume Olona col tempo regalò non
solo la sua materia prima, ma anche il movimento meccanico
degli aspi, attraverso una grossa pala ad acqua.
L'installazione della prima caldaia per vapore da tradurre in
movimento, è del 1860. Data, questa, che pone l'azienda
all'avanguardia nel tempo della Rivoluzione Industriale del
Paese.
Con l'introduzione dei coloranti artificiali, poi, sul finire
del 1800, i Tronconi confermarono la loro propensione
all'innovazione.
Vengono, infatti, installati i primi spremitori e foulard, per
la tintura con i coloranti di anilina.
Dalla seconda metà del 1800 la conduzione dell'impresa passa
da Gaspare Abele Tronconi al figlio Attilio Paolo, per
giungere, intorno al 1815, nelle mani del figlio di questi,
Gaspare. Quest'ultimo, padre degli attuali titolari della
società, completò la sua formazione chimica e tintoriale in
Germania, l'allora fucina d'Europa. Il suo impulso caratterizzò
profondamente e sempre in senso innovativo la gestione
dell'impresa.
E' per opera sua, tra l'altro, che nel 1938 venne registrato
il nome societario dell'attività industriale, presso la
Camera di Commercio di Varese, tutt'ora in essere come Società
per Azioni. Tale denominazione era già in uso sin dal secolo
precedente, per opera del nonno Gaspare Abele, ma risultava
combinata col nome del cugino Felice e con stabilimenti sia a
Bergoro di Fagnano Olona che a Briosco, in Brianza.
Negli anni '20 lo stabilimento di Bergoro, sviluppa la
lavorazione dei velluti, la cui immagine si lega
indissolubilmente all'azienda. Assieme ai velluti troviamo i
fustagni e i rasi, che sono gli articoli di più antica
tradizione dell'azienda.
Mentre di lì a pochi anni vengono installate anche le prime
macchine da stampa per i moleskin.
Nel 1952 si giunge ad installare il terzo impianto da stampa,
adatto per l'impiego dei coloranti naftoli. In questo stesso
periodo, sempre sotto impulso di Gaspare Tronconi,
l'ampliamento della capacità produttiva consente un pari
allargamento della gamma delle lavorazioni a tutte le tele, i
popeline e le gabardine. Tali articoli passeranno un po' in
seconda linea negli anni '70, dove si registra una forte
prevalenza nella lavorazione dei velluti di trama, per
ritornare a viva forza negli anni '80 e via via fino ai giorni
nostri.
Oggi l'impresa è controllata da Attilio e Gianluca Tronconi
che con Michele, primogenito di Attilio, ne costituiscono il
vertice operativo. Altri componenti della famiglia sono
inserti in ruoli chiave dell'organigramma aziendale, insieme a
collaboratori con competenze manageriali.
L'organico complessivo è di circa 60 addetti, senza
considerare le altre imprese collegate, distribuito lungo le
fasi che disegnano il ciclo tipico della nobilitazione dei
tessuti cotonieri, che va dalle operazioni di preparazione, a
quelle di tintura, per giungere al finissaggio.
Rispetto al passato, l'attività si è focalizzata
maggiormente sui finissaggi speciali quale naturale
completamento delle tinture, tralasciando la stampa, che è
stata praticamente abbandonata col 1998.
Gli impianti occupano una superficie coperta di circa 30.000
m2 con una capacità produttiva che oscilla intorno ai 9
milioni di metri annui, realizzati prevalentemente in conto
lavorazione. A valle del sistema produttivo si trova un grande
impianto biologico per la depurazione delle acque reflue,
capace di trattare 2.200 m3 al giorno.
www.gasparetronconi.it
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