Presentazione del romanzo “Senza far rumore” di R. Castiglioni

2018_mese_della_cultura_castiglioni“Senza far rumore” è il titolo del romanzo d’esordio della nuova edizione della rassegna “Il Mese della Cultura” organizzata dalla Pro Loco di Fagnano Olona che quest’anno prevede una serie di manifestazioni dal 24 Marzo al 28 Aprile 2018.

Il primo appuntamento si è svolto sabato 24 Marzo 2018 con la presentazione del romanzo giallo “Senza far rumore” (La Ponga Edizioni) scritto dal bustocco Riccardo Castiglioni nella sala  polivalente della Biblioteca comunale.

Riccardo Castiglioni, nato e cresciuto a Busto Arsizio, dove abita tutt’ora. Diplomato al liceo classico Crespi cittadino, poi Laureato in Economia, lavora come direttore finanziario in una società parte di un gruppo multinazionale.

“E’ stata una serata – chiacchierata condotta da Fausto Bossi estremamente piacevole. Un’occasione per trasmettere il messaggio che voglio comunicare con il mio romanzo: nell’animo mite delle persone che attraversano le pagine del mondo “senza far rumore”, spesso, alberga in sottofondo una necessità di riscatto la cui forza e determinazione non deve essere sottovalutata.

Ringrazio la Pro Loco per avermi invitato a presenziare a questo prestigioso evento”, commenta il giovane autore bustocco.

TRAMA: Senza far rumore, romanzo d’esordio di Riccardo Castiglioni (La Ponga Edizioni) è, prima di tutto, la storia di una bella amicizia fra Antonio, timido e introverso ex insegnante di liceo, sempre vissuto “senza far rumore”, e l’universitaria Claudia, approdata a Milano per i suoi studi e alle prese con non sempre facili convivenze con varie compagne di studio e di alloggio.
Entrambi sono alla ricerca del romanzo “Il guerriero della nebbia”, e tramite un sito dedicato ai libri si conoscono; inizia una fitta corrispondenza di mail. L’amore per i libri li unisce emotivamente.
Nata sul web e ben presto sul punto di incrinarsi per un banale equivoco iniziale, la storia fra Antonio e Claudia rischierà di diventare un incubo. Infatti, a legare ancora di più, e per sempre, il Professore e la giovane Claudia emergerà presto dal passato un pericolo grave e incombente, al quale l’anziano insegnante proverà a porre rimedio, alla sua maniera, aiutato dal fido Lele, amico di una vita.

ANALISI: (a cura di Fausto Bossi) Senza far rumore si legge d’un fiato, la trama è in apparenza semplice ma in realtà piuttosto articolata e la suspense non tarda a farsi sentire.
I personaggi sono ben caratterizzati, spesso con molta empatica ironia (bellissima la figura di Mammà) e la storia è assolutamente plausibile, costruita benissimo e non fatica ad avvincere il lettore.
Il finale del romanzo risulta intrigante, inaspettato e (forse) aperto.

La caratteristica preponderante della vicenda è il rapporto umano tra i personaggi: l’amicizia tra Claudia e il Professor Antonio, ma anche tra Lele e Antonio.
Ma non solo, perché emerge forte la tristezza e la malinconia delle giornate che si susseguono senza far rumore. Sottolineata dall’autore nel testo dalla frase: “il Professore aveva la dolente percezione di una solitudine senza ritorno”
E poi il riscatto, sicuramente l’elemento che dà vita al romanzo dopo tanto silenzio.
“Una ferrea volontà di riscatto deve averlo mosso. Dio solo sa quale immane sofferenza interiore Antonio ha ammantato di mansuetudine per tutti questi anni.”

Il giornalista Marco Garavaglia ha recensito “Senza far rumore” come un libro che, se inteso come giallo “deduttivo”, si legge d’un fiato, piacevolmente immersi nel dipanarsi di un mistero che c’è, ma non si vede o che inquieta come un brivido lungo la schiena, per il troppo silenzio tutt’intorno.
Se si rallenta la lettura, resistendo alla tentazione di scorrere avidamente le pagine, si può scoprire un libro diverso. Meno giallo. Un po’ più nero. In “Senza far rumore” c’è, infatti, uno spaccato della vita di provincia che si insinua fra i protagonisti, ritagliandosi un ruolo ben più importante della necessaria cornice topografica di un racconto.
Un mistero che c’è ma che non si vede, un mistero, anche questo, che non fa rumore; non è uno di quei gialli incalzanti che leggi divorando le pagine per arrivare alla soluzione, al colpo di scena finale che ti lascia spiazzato, tutt’altro; la caratteristica di questo romanzo non è la capacità di lasciare senza fiato, è lasciarti riflettere.
Se letto sotto questa luce, “Senza far rumore” si rivela un delicato “noir” che tratteggia con precisione il lato oscuro del sonnecchiante hinterland milanese e il bisogno di riscatto, rivincita e giustizia che spesso tormenta gli animi miti o sconfitti, tra rimpianti e fantasticherie di rivalsa.
E così, in punta di piedi, con sincera nonchalance (senza far rumore, appunto), questo “poliziesco” sui generis nasconde, dietro un ritmo avvincente e scorrevole, un piccolo tesoro d’inchiostro: un garbato omaggio alle sommesse gioie che rendono sopportabili le nostre vite.
Gli amici “di sempre”, quelli che scegliamo per affetto più che per affinità.
Gli irrinunciabili riti che scandiscono le nostre giornate, puntellando gli argini della solitudine.
Gli incontri che imprevedibilmente sconvolgono anche la più radicata delle abitudini, riportando il cuore e la mente a una giovinezza che soltanto il fiato e le gambe non riconoscono più.
“Senza far rumore” racconta un po’ la storia di tutti noi. Perché dentro a ogni Professore in pensione, c’è sempre un indomito ragazzino del Liceo, che guardandosi allo specchio, si domanda cosa diavolo possa essere successo.

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INTERVISTA

Fausto Bossi: Com’è nato il romanzo?
Riccardo Castiglioni: Lo spunto iniziale è stata la scomparsa del mio professore di italiano del liceo. Un uomo mite, un po’ svanito e quasi timoroso dei ragazzi a cui insegnava, che gli studenti sottovalutavano e al quale combinavano ogni sorta di scelleratezza. Ma anche una persona che, ritrovata in età adulta, avevo apprezzato per l’umanità e la cultura. Antonio, il protagonista, è nato da un breve racconto autoconclusivo che voleva essere un omaggio a questo signore e che piano piano si è preso una vita propria.

Fausto Bossi: Non hai seguito nessuna scaletta per sviluppare la storia?
Riccardo Castiglioni: Assolutamente no! Mi sono fatto guidare da questo timido personaggio, lasciando che fosse lui a mostrarmi dove abitasse, che vita conducesse. Ho scoperto che aveva un solo vero amico, che aveva avuto un’adolescenza complicata che lo aveva segnato per sempre, e che per quanto si approcciasse al mondo con cautela aveva un ottimo talento per i disastri. Tanto da finire invischiato – suo malgrado – in un’indagine privata più grande di lui, dalla quale dovrà in qualche modo districarsi.

Fausto Bossi: I luoghi in cui si muove Antonio sono reali?
Riccardo Castiglioni: Più che reali direi realistici, come realistico – anche se non reale – è il protagonista. Mi sono divertito parecchio a inserire rimandi più o meno velati ai luoghi che conosco meglio e che amo di più e credo che buona parte dei miei concittadini e coetanei intravedranno nella Città che fa da sfondo alle vicende di Antonio problematiche e luoghi noti e personaggi più o meno amati.

Fausto Bossi: Che tipo di scrittore sei? Dove scrivi abitualmente?
Riccardo Castiglioni: Non mi ritengo uno scrittore compulsivo – né vedo come potrei, dato che per la stesura del mio primo romanzo ci sono voluti sette anni buoni (ride). Diciamo che attraverso periodi di scarsa vena, poi tutto ad un tratto si accende una scintilla e d’un tratto le pagine fluiscono con una facilità sorprendente.
Nelle fasi creative riesco a scrivere praticamente ovunque. In teoria adoro scrivere in casa, sul tavolo della mia cucina o sul terrazzo, ma all’atto pratico passo tanto tempo in ufficio che la maggior parte del Bivio è nato nelle pause per il pranzo o mentre mi bevevo il caffè alla macchinetta. Una versione un po’ meno bohèmien e sicuramente meno romantica dei baretti parigini di Hemingway.

Fausto Bossi: Hai già progetti in cantiere per il futuro?
Riccardo Castiglioni: Ho iniziato da qualche mese un nuovo racconto, con un protagonista radicalmente diverso da Antonio e di conseguenza con uno stile parecchio differente. Al momento si trova ad uno stadio ancora embrionale.

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Ecco un “piccolo” assaggio del romanzo, attraverso le parole dell’incipit:
“A dispetto della corporatura robusta il ragazzo non sente alcuna fatica.
Sale i tornanti della collinetta con evidente agilità; gambe e fiato allenati dalle interminabili partite al campetto. Indossa un paio di jeans invernali accorciati fin sopra il ginocchio e una canottiera scolorita, appena chiazzata di sudore sul petto. Tra le mani – come sempre – l’adorato pallone da basket; procede palleggiando al piccolo trotto, al piacevole ritmo dei rimbalzi regolari di cui si sente perfettamente padrone.
Dà una veloce occhiata all’orologio. Quasi le tre del pomeriggio: ha impiegato tre quarti d’ora abbondanti per raggiungere la Villa. Non sarà a casa prima delle quattro e quando avrà terminato di preparare l’interrogazione di Latino sarà troppo tardi per due tiri a canestro. Impreca a mezza voce al pensiero; allo stesso tempo si rende conto di non avere alternative. Ha promesso al Professore che l’indomani non avrebbe bigiato e si sarebbe presentato alla lezione pronto a farsi interrogare.
E gli ha assicurato che sarebbe passato alla Villa per cercare di capire come sta Primo. Giunto alla sommità della collinetta la sagoma imponente di Villa Ranieri si staglia di fronte a lui: un edificio elegante ed austero che incombe sul paesaggio circostante e suscita una certa soggezione.
Osserva la chiazza di sudore sulla canottiera. Di colpo si sente inadeguato: si sorprende a sperare che nessuno risponda al campanello, o che almeno non lo facciano entrare così conciato. Inspira un paio di volte, per rallentare il fiatone dovuto più al nervosismo che allo sforzo fisico.
Suona il campanello; dopo qualche secondo una voce femminile risponde al citofono.
«Chi è?»
«Buonasera, signora. Mi chiamo Marco Calloni, sono un compagno di classe di Primo. Potrei parlargli un momento?».
«Non è ancora rientrato da scuola; mi spiace» fa eco la donna. Dalla forte cadenza straniera il ragazzo deduce che possa essere una governante.
«Capisco» dice. «Posso lasciare il mio numero di telefono? Ho urgente bisogno di parlare con lui».
Silenzio.
Qualche secondo dopo il citofono torna a gracchiare.
«Dica».
Non si aspettava certo di fare un viaggio a vuoto.
Forse Primo si è voluto negare; sarebbe da lui. È un personaggio quantomeno particolare.
Il ragazzo pensa di ingannare la noia del ritorno giocando ancora un po’ sulla strada, ma si sorprende a palleggiare svogliato. Sente crescere dentro una vaga sensazione di irrequietezza, come quando si intuisce qualche cosa che non si riesce ad afferrare”.


Giunta alla quarta edizione, la rassegna “Il Mese della Cultura” è organizzata dalla Pro Loco Fagnano Olona con l’obiettivo di promuovere una serie di manifestazioni in ambito artistico, culturale e letterario, per far conoscere autori e artisti locali ad una platea di amanti della Cultura. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito, e la manifestazione vanta il patrocinio del Comune di Fagnano Olona.

Riscopri gli appuntamenti delle edizioni del 2018, 2017, del 2016 e del 2015 del Mese della Cultura.


Ecco in dettaglio l’intero calendario di eventi del “Mese della Cultura” edizione 2018:

2018_mese_della_cultura_Fagnano24 Marzo 2018 – Presentazione del romanzo giallo “Senza far rumore” di Riccardo Castiglioni. Biblioteca E.Biagi – P.zza Matteotti alle ore 21. L’autore sarà intervistato dal giornalista Fausto Bossi.

24 e 25 Marzo 2018 – Mostra “Tra Sogno e Realtà” collettiva dei “Pittori Vedanesi”. Sala Camino al Castello Visconteo, Piazza Cavour. Orari di apertura il Sabato dalle ore 15 alle ore 18.30 e la Domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

6 Aprile 2018 – Presentazione del romanzo fantasy “I Mondi Paralleli. Le 5 torri” di Letizia Paladino. Biblioteca E.Biagi – P.zza Matteotti alle ore 21.

7 e 8 e 14 e 15 Aprile 2018 – Mostra “Riflessi del passatoLe figure femminili e l’architettura del Seprio” personale di Elisabetta Neri. Sala Camino al Castello Visconteo, Piazza Cavour. Orari di apertura il Sabato (7 e 14 Aprile) dalle ore 15 alle ore 18.30 e la Domenica (8 e 15 Aprile) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Inaugurazione della mostra Sabato 7 Aprile alle ore 15.

13 Aprile 2018 – Presentazione del romanzo “La squillo e il delitto di Lambrate” di Dario Crapanzano. Biblioteca E.Biagi – P.zza Matteotti alle ore 21. In collaborazione con Bustolibri.com – Libreria Boragno di Busto Arsizio.

21 Aprile 2018 – Presentazione della silloge “Frammenti di ricordi” con le poesie di Antonio Vaccaro. Biblioteca E.Biagi – P.zza Matteotti alle ore 21. Introduzione a cura di Sergio Belvisi, Vicepresidente del Circolo Culturale l’Alba; L’autore sarà intervistato dal giornalista Fausto Bossi.

28 Aprile 2018 – Presentazione del romanzo “L’allegro Cancan della Banca di Olonia” di Mario Alzati. Biblioteca E.Biagi – P.zza Matteotti alle ore 21.